Gabcikovo, SE vuole 600 milioni dal governo. Fico a Enel: non ve ne andrete così facilmente

enel

L’operazione del governo di rimpossessarsi della gestione della centrale idroelettrica di Gabcikovo, avvenuta in marzo a poche ore da una sentenza della Corte regionale di Bratislava a favore dell’esecutivo in una causa intentata alla società elettrica Slovenske Elektrarne (SE), ha visto come contromossa da parte della società a maggioranza Enel la richiesta di un risarcimento della bella somma di 588 milioni di euro. La notizia è stata resa pubblica dal Ministro dell’Economia, che gestisce per conto del governo la quota di minoranza (34%) in SE, ed era tra le segnalazioni di rilievo dell’edizione di oggi del quotidiano finanziario Hospodarske Noviny.

Slovenske Elektrarne, che è gestita da un management Enel (proprietaria del 66% delle azioni), basa la sua richiesta sul contratto di compensazione stipulato con il Fondo di Proprietà Nazionale (FNM), l’organo statale di privatizzazione, durante il secondo mandato del governo di Mikulas Dzurinda (2002-06). Il contratto, scrive HN, garantiva Enel per quanto riguarda l’affitto di Gabcikovo, inclusa una rendita pari al 35% dalla vendita di energia elettrica prodotta dalla centrale per un periodo di 30 anni.

SE aveva posto un ultimatum, e voleva il pagamento entro ieri, giovedì 16 aprile, minacciando di ricorrere alle vie legali in caso contrario. Il governo invece, che si rifiuta di pagare alcunché, sostiene che il tribunale ha dichiarato invalido l’affitto di Gabcikovo, annullando di conseguenza, questa la tesi, anche il precedente contratto.

Nella seduta di mercoledì l’esecutivo di Robert Fico aveva approvato un documento secondo il quale verdetto citava gravi violazioni nella gestione di proprietà dello Stato. E la centrale (tecnicamente chiamata VEG), è sempre stata proprietà dello Stato, semplicemente affidata a SE per la gestione. Queste “gravi violazioni” sono state anche alla base della decisione di terminare il contratto di affitto e riprendere il controllo gestionale della centrale, dice il documento, decisione assunta poche ore dopo la sentenza in una riunione di governo straordinaria. La nullità del contratto porta anche alla conclusione che Se, e Enel suo socio di maggioranza, hanno ricevuto illegalmente la quota di profitti dalla centrale, che è stata stimata, è scritto, in 350 milioni di euro tra il 2006 e il 2015.

In una conferenza stampa oggi pomeriggio il capo del governo ha detto: «Io non chiedo, ma con fermezza avverto la società italiana Enel che, se decide di vendere le azioni di Slovenske Elektrarne, non sfuggirà alle sue responsabilità così facilmente. Loro devono completare la terza e quarta unità di Mochovce, dunque siano così gentili da avviare i loro cervelli italiani e finire [l’opera]. Poi potranno pensare al futuro di Slovenske Elektrarne». Queste (sic!) le parole di Fico secondo l’agenzia di stampa Sita. Qui una versione in inglese delle stesse parole.

(Red)

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