Parlamento: seduta straordinaria ancora in corso, Smer vuole licenziare il vicepresidente Figel

Parlamento_slovacco (nrsr-sk)

Da ieri i parlamentari sono in sessione continua straordinaria su proposta dell’opposizione per discutere, da un lato, della sfiducia al Ministro della Salute Cislak, in seguito allo scandalo all’Ospedale di Piestany dell’autunno scorso e di diverse altre problematiche del settore che il ministro non avrebbe affrontato, e dall’altro, per sviscerare la questione Vahostav-SK, ovvero studiare una maggiore protezione delle micro e piccole aziende che si trovano a vantare crediti verso grandi società che iniziano un procedimento di ristrutturazione, e vedono offrirsi solo una piccola quota dei loro crediti, a condizioni oltremodo svantaggiose e per niente certe. Vahostav ha offerto ai piccoli creditori un saldo del 15% dei loro crediti, e una assemblea di fine mese dovrà approvare o meno questo piano, che invece per le grandi entità, e le banche, prevede il pagamento integrale.

A sorpresa il Presidente del Parlamento Peter Pellegrini ha inserito anche, come chiesto dal partito Smer-SD, la richiesta di dimissioni da parte del vice presidente del Parlamento Jan Figel, capo dei cristiano-democratici (KDH), per le sue presunte responsabilità nel caso Vahostav. Figel era Ministro dei Trasporti e Costruzioni nell’esecutivo di destra che ha governato tra il 2010 e il 2012, ed era sua responsabilità, secondo le accuse del Premier Fico, controllare le somme offerte dalle società di costruzione negli appalti pubblici organizzati dal suo ministero, riguardanti spezzoni di autostrade. Fico si riferisce in particolare alla vittoria di Vahostav in alcune commissioni dove è stato offerto un prezzo che molti esperti avevano giudicato insostenibile, ben sotto al vero valore di mercato di quelle opere. Era chiaro, questa la tesi dei politici Smer, che una società che offre un’opera sottoprezzo non sarà poi in grado di pagare il lavoro dei subfornitori. Cosa che oggi, dicono, ha portato alla grave situazione di indebitamento di Vahostav e al rischio bancarotta. Se il piano di ristrutturazione non viene approvato il 30 aprile dall’assemblea dei creditori, per la società non rimane che il crac, una soluzione ancora peggiore per i creditori del 15% dei loro reclami, seppure diluiti in cinque anni e solo dopo che la società sarebbe tornata in utile.

Tecnicamente Smer ha tutti i numeri per licenziare Figel, ma a sua difesa si sono schierati i partiti di opposizione Most-Hid e OLaNO, che hanno minacciato di lasciare tutte le presidenze e vicepresidenze di commissioni parlamentari, mettendo in atto una protesta fino ad ora mai vista: lasciando tutto in mano a Smer, dicono in coro i leader dei due partiti di destra. Inoltre, si dimetterebbe anche l’altro vicepresidente del Parlamento di opposizione, Erika Jurinova (OLaNO). La discussione in aula è fervente e ancora in corso.

(Red)

Foto nrsr.sk

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