Slovak Telekom, le azioni del governo vendute alla Borsa di Londra

Slovak-Telekom

Con Deutsche Telekom che ha dichiarato l’intenzione di non muoversi dalla quota di maggioranza del 51% nella maggiore società di telecomunicazioni slovacca Slovak Telekom, il governo slovacco, socio di minoranza, ha deciso recentemente di cedere il suo 49% con un’operazione di Borsa.

Dopo avere concentrato la scorsa settimana l’intero pacchetto azionario sotto il Fondo di proprietà nazionale (FNM), organismo preposto alle privatizzazioni delle aziende statali, il governo metterà le sue azioni sul mercato alla Borsa di Londra tramite una operazione IPO. La Initial Public Offer (in italiano Offerta Pubblica Iniziale) è un’offerta al pubblico dei titoli di una società che intende quotarsi per la prima volta su un mercato regolamentato, passando da un unico o pochi proprietari a un gruppo di investitori più diffuso.

Slovak Telekom sta ora pubblicizzando la sua forza di operatore di telecomunicazioni integrate leader in Slovacchia (1,16 milioni di clienti di rete fissa e 2,2 milioni di clienti di telefonia mobile, oltre a servizi di banda larga e accesso a una vasta offerta di canali TV), e le opportunità di integrazione ed economie di scala provenienti dalla gestione Deutsche Telekom, per convincere investitori all’acquisto di sue azioni.

Dall’IPO il governo si aspetterebbe di incassare una cifra vicino al miliardo di euro. Non si conoscono i piani governativi per questo denaro. Il Ministro delle Finanze pensa di usarlo per la stabilizzazione e il consolidamento dei conti pubblici, mentre altri nell’esecutivo hanno fatto un pensierino sull’eventuale acquisto di una quota che consenta allo Stato di avere la maggioranza nel principale produttore di energia elettrica del Paese, Slovenske Elektrarne, di cui il gruppo Enel ha messo in vendita il suo 66%. Ma potrebbero anche essere usati per un altro progetto annunciato dal Primo ministro e mai realizzato: la creazione di un unico assicuratore sanitario statale, accorpando la mutua di Stato VsZP con gli operatori privati Dovera e Union. Un piano che è stato ritardato rispetto ai desideri del Premier per ragioni di bilancio, ma che è comunque osteggiato dalle due società private che hanno messo in piedi azioni legali per evitare la nazionalizzazione.

(La Redazione)

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