Caso Vahostav, la polizia indaga. Creditori infuriati, ma il piano di ripartizione passa così com’è

autostrada in costruzione

L’Agenzia nazionale anticrimine Naka ha avviato una indagine sulla compagnia di costruzioni Vahostav in base al sospetto di azioni compiute a danno dei creditori. Il capo della polizia Tibor Gaspar aveva detto la scorsa settimana che era nei piani dell’agenzia di esaminare la situazione in Vahostav, dopo che il caso era arrivato in Parlamento dove diversi esponenti dell’opposizione (dei partiti NOVA, OLaNO e SaS) avevano deciso di sporgere denuncia contro la società per frode.

L’azienda, che fa capo alla proprietà dell’imprenditore Juraj Siroky, presunto (grande) sponsor del partito di governo Smer-SD, ha steso un progetto di concordato aziendale da sottoporre al comitato dei creditori che prevede il pagamento di appena il 15% dei crediti ai subappaltatori, in special modo piccoli fornitori e lavoratori autonomi, che, secondo l’opposizione, rischiano di fallire a loro volta. Mentre d’altro canto salvaguarda i grossi creditori e le banche. I cristiano-democratici (KDH) spingono per una seduta straordinaria del Parlamento per discutere della questione, mentre il partito Sieť (Rete) ha proposto che lo Stato si faccia carico dei crediti delle piccole imprese, entrando nel capitale della società Vahostav con una quota corrispondente a questa somma. Pare che se il piano viene approvato Vahostav potrebbe in un sol colpo vedersi cancellare circa 80 milioni del monte debiti attuale con le piccole e micro imprese, che ammonta a 104 milioni, pagandone appena 15, e per di più diluiti in cinque anni. Nel complesso, inclusi i crediti garantiti, Vahostav avrebbe intenzione di pagare appena 43,9 milioni di un debito complessivo di 136 milioni.

Spinto dalle circostanze, il Primo ministro Robert Fico ha detto venerdì 27 marzo che il suo governo è pronto a sostenere una richiesta di inchiesta da parte della Procura generale per esaminare con attenzione la procedura di ristrutturazione della società.

Ora i membri dell’opposizione si dicono soddisfatti di aver visto la prontezza dell’Ufficio del Procuratore generale nell’aprire l’indagine a pochi giorni dalla denuncia presentata, e ripetono che «le porcherie commesse a danno delle piccole imprese non possono rimanere impunite».

Ma KDH e Most-Hid continuano a chiedere una sessione speciale del Parlamento per discutere, oltre che della “scandalosa ristrutturazione di Vahostav-SK”, anche della “situazione insostenibile per l’economia slovacca a causa della scarsa applicazione della legge”, temi che i due partiti conservatori considerano strettamente correlati.

vahostav

Nel frattempo, dopo aver ricevuto la risposta dal comitato dei creditori, che chiedeva alcune modifiche, Vahostav ha ha presentato un nuovo piano di ristrutturazione mercoledì, di cui al momento non si conoscono i dettagli. Il comitato dei creditori, tuttavia, è composto da cinque soggetti, tutti parte del gruppo di creditori garantiti anche dal piano precedente. Il comitato è composto dalle banche Slovenska Sporitelna, ČSOB e Tatra Banka, dalla società di costruzioni Doprastav e da una società denominata Lomark, che vanta un credito di 1,5 milioni verso Vahostav, ma che sui media pare sia completamente sconosciuta.

Ieri primo aprile il Premier Robert Fico, probabilmente preso alla sprovvista dalle proteste incrociate di piccole imprese e partiti dell’opposizione, ha detto che è dovere del governo prendere in considerazione tutti i suggerimenti che possono risolvere la situazione della ristrutturazione della società Vahostav. Fico rispondeva in particolare all’invito ricevuto dal responsabile per le piccole imprese di KDH, Peter Belinsky, a incontrare i rappresentanti delle ben 1.240 piccole imprese e lavoratori autonomi che vantano crediti verso Vahostav.

Fico si chiede se sia arrivato il momento che per la prima volta l’esecutivo entri direttamente nella disputa fra un’azienda e i suoi fornitori, e ha detto che il suo governo ha chiaramente dichiarato di avere sospetti di attività fraudolente da parte del management di Vahostav, sottolineando che al momento di firmare i contratti per appalti pubblici dovevano essere ben consci di farlo a prezzi sottocosto, dando colpa anche all’ex governo di destra in carica tra il 2010 e il 2012, ricordando che allora il partito Smer ha in più occasioni invitato pubblicamente l’allora Ministro dei Trasporti Jan Figel (KDH) a non firmare pesanti contratti a prezzi difficilmente sostenibili per la società offerente. Se una società firma un contratto al 40% del prezzo minimo, ovviamente è ben conscia che non pagherà i suoi fornitori, ha detto Fico. E il ministro avrebbe dovuto saperlo.

Il governo rimane a favore di un’indagine penale per andare a scoprire se la società aveva o meno «l’intenzione di danneggiare i creditori».

Dopo questo precedente, Fico ha annunciato di voler vietare a tutte le aziende in fase di ristrutturazione di partecipare a gare pubbliche, introducendo inoltre la possibilità per le imprese di versare l’IVA quando la incassano dai clienti.

Nel frattempo alla questione è stato dato ampio spazio sui media slovacchi, che parlano, nemmeno tanto velatamente, di una frode bella e buona, per di più premeditata, e avvicinano il caso Vahostav a quello del crack della finanziaria BMG Invest che lasciò a secco 44 mila risparmiatori che avevano investito 368 milioni di euro tra la fine degli anni Novanta  e i primi Duemila. Il tabloid Novy Caš sul suo sito riporta le storie e l’arrabbiatura di alcuni dei 1242 piccoli creditori di Vahostav, che hanno somme tra 15 e 100 mila euro, somme rischiano di mettere a rischio la loro attività e di portare le loro famiglie sul lastrico.

Mentre nel frattempo Juraj Široký, boss di Vahostav-SK, scrive Cas.sk, gode di proprietà valutate 250 milioni di euro, tra cui l’Hotel Hilton di Bratislava, un grand hotel sugli Alti Tatra e diverse partecipazioni in grandi società slovacche, ha casa alle Bahamas con altri ricconi, ed è presidente della squadra di hockey Slovan.

Le micro e piccole imprese creditrici di Vahostav avvertono che se la società pagherà solo il 15% dei suoi debiti a queste categorie di creditori sono a rischio in Slovacchia 10 mila lavoratori. Il settimanale Trend avvisa addirittura che Vahostav, in base all’attuale legislazione, riceverà ancora rimborsi dallo Stato per diverse decine di migliaia di euro di Iva sulle fatture registrate ma non pagate. Un’azienda di Žilina che ha crediti per 240 mila euro dice a Novy Caš che ha ricevuto addirittura una multa da 30 mila euro dall’Ufficio Imposte per non aver pagato l’Iva nei termini, e definisce tutta la questione una “frode  con la protezione dello Stato”.

Fonte www.transparency.sk

Secondo la ricostruzione fatta da Transparency International Slovensko (TIS), la struttura societaria di Vahostav-SK mostra azionisti con sedi non particolarmente trasparenti a Cipro, Nuova Zelanda e Costa Rica. Il sospetto, probabilmente fondato, è che ci sia Široký stesso dietro alla rete di società di comodo.

ULTIMO MINUTO: apprendiamo che pochi minuti fa la società Vahostav ha informato che il suo piano di ristrutturazione è stato approvato dal comitato dei creditori. Ora il progetto di ripartizione dovrà essere presentato entro 30 giorni all’assemblea dei creditori. Se non passerà in quella occasione, la società finirà in bancarotta.

(La Redazione)

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