Vahostav, la ristrutturazione diventa caso politico. L’opposizione denuncia la società e Fico chiede inchiesta

autostr-costr_(foto vahostav-sk.sk)

Parlamentari di opposizione tra i quali Igor Matovic (OLaNO), Daniel Lispic (NOVA) e Lubomir Galko (SaS) hanno annunciato mercoledì di aver presentato una denuncia penale contro sconosciuti per la ristrutturazione della società di costruzioni Vahostav-SK, dopo che la società stessa ha annunciato un piano per pagare soltanto il 15% dei suoi debiti verso le imprese edili fornitrici e i lavoratori autonomi, salvaguardando invece i creditori privilegiati che dovrebbero vedersi saldare l’intero credito, in particolare le banche.

La proposta di Vahostav, uno dei giganti delle costruzioni in Slovacchia, è stata fatta nell’ambito di un piano di ristrutturazione aziendale che è stato sottoposto al comitato dei creditori, ai quali rimangono pochi giorni per accettare o respingere al mittente il documento. Se viene approvato, Vahostav si vedrà abbuonare in sol colpo quasi un terzo dei suoi debiti, che oggi ammontano a oltre 136 milioni di euro.

Vahostav è da tempo in crisi, ma la società incolpa in particolare la cancellazione di diversi progetti PPP (con sistema di finanziamento misto pubblico-privato) nel settore autostradale per la situazione di emergenza finanziaria in cui si è trovata ultimamente. Parte dei problemi viene anche dall’aver offerto prezzi particolarmente bassi, al limite del dumping, durante la crisi per ottenere diverse commesse, e di avere poi difficoltà a svolgere i lavori a tali prezzi.

Secondo il deputato Lipsic, il consiglio di amministrazione di Vahostav ha sicuramente commesso deliberatamente il reato di bancarotta e presumibilmente di frode che potrebbe significare una pena penale di dieci anni. Matovic ha sottolineato che un società consapevole di non poter pagare tutti i suoi debiti non può scegliere quali creditori liquidare e quali no. Anche i deputati del Movimento Democratico-Cristiano (KDH) ha annunciato una sua iniziativa di denuncia alla Procura generale per presunto danneggiamento dei creditori. A loro si è aggiunto anche il nuovo partito Siet/Rete di Radoslav Prochazka, che ha annunciato una sua denuncia per le operazioni di ristrutturazione poco chiare della società edile, e ha proposto che lo Stato si faccia carico delle pendenze della società di costruzioni nei confronti delle piccole imprese che altrimenti non vedranno un soldo. In cambio, lo Stato potrebbe rilevare una quota di Vahostav.

A seguito di tali reazioni, oggi, venerdì, il Premier Robert Fico ha detto in una conferenza stampa straordinaria che il governo è pronto a sostenere una richiesta di inchiesta dell’Ufficio del Procuratore generale per esaminare con attenzione la ristrutturazione della società. Fico ha detto che ci potrebbero essere stati atti di comportamento criminale da parte degli amministratori di Vahostav, e il Ministero degli Interni fornirà tutte le informazioni e il supporto possibile.

Fico tuttavia non ha mancato di incolpare Iveta Radicova, al governo prima di lui, per aver permesso che Vahostav vincesse una gara per il tratto di D1 Dubna Skala-Turany offrendo appena 138 milioni di euro, quando gli esperti erano tutti d’accordo che il costo corretto di tale costruzione non poteva essere inferiore a 330 milioni. Si tratta di una differenza  «di quasi il 60%. Questo è il tipo di pressione che è stato imposto alle imprese dall’allora Ministro dei Trasporti Jan Figel per dimostrare politicamente che le offerte durante il nostro primo governo [2006-10] erano troppo care», ha detto Fico.

(La Redazione)

Foto vahostav-sk.sk

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