I cittadini slovacchi preoccupati per il futuro rapporto tra lavoratori e pensionati

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Un recente sondaggio svolto a febbraio dall’agenzia Focus mostra che gli slovacchi che hanno investito nei fondi del secondo pilastro pensionistico (quello privato) sono preoccupati per gli sviluppi demografici che riguardano la proporzione della popolazione attiva rispetto al numero di pensionati.

Se oggi per ogni 10 pensionati ci sono 17 lavoratori, un terzo degli intervistati crede che questi numeri saranno pari tra 25 anni. Il 29% sono ancora più scettici, e ritengono che il numero dei pensionati supererà tra un quarto di secolo la popolazione attiva.

L’analista Vladimir Balaz dell’Accademia Slovacca delle Scienze (SAV) sottolinea che tale opinione mostra la consapevolezza della gente sull’importanza del secondo pilastro in quanto permette di diversificare le rendite durante la vecchiaia, aggiungendosi alla pensione di Stato. Inoltre dimostra un certo interesse e attenzione vero i cambiamenti demografici in atto.

Il 41% delle persone intervistate si aspetta inoltre che il divario tra la pensione media e il salario netto medio – che oggi è intorno al 57% – si amplierà negli anni a venire. In generale il sondaggio mostrerebbe che il pilastro pensionistico privato è visto in una luce generalmente positiva, espressione condivisa dal 79% dei soggetti coinvolti.

Il secondo pilastro è ritenuto dal governo poco remunerativo per i pensionati. Dalle medie statistiche delle rendite incassate dai primi pensionati che hanno investito nei fondi pensionistici privati deriverebbe che tali investimenti sono meno redditizi rispetto alla pensione del primo pilastro statale.

Per tale ragione il governo monocolore Smer ha deciso di riaprire i termini per i sottoscrittori di tali fondi, che dal primo marzo e fino a giugno avranno tempo per rivalutare i propri investimenti ed eventualmente uscire senza ripercussioni dal programma. Il Ministero del Lavoro si aspetta che fino a un milione di risparmiatori lasceranno il secondo pilastro. L’opposizione ritiene invece che il governo in questo modo voglia assicurarsi maggiori incassi nei fondi pensione pubblici, ed avere così più soldi a disposizione per la propria azione.

(La Redazione, Fonte RSI)

Foto Stijn Nieuwendijk CC-BY-NC-ND

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