La Slovacchia in corsa per il posto di Segretario generale dell’ONU

ONU (foto_lukeredmond@flickr)

Il Primo ministro Robert Fico ha detto sabato alla radio pubblica RTVS che la Slovacchia punta alla poltrona di Segretario generale delle Nazioni Unite nel 2016. L’incarico dovrebbe toccare a questo turno a una personalità proveniente dall’Europa Centro-Orientale, ha ricordato Fico. E se il Ministro degli Esteri Miroslav Lajcak esprime questa ambizione, «ha il nostro pieno sostegno», ha detto il capo del governo in carica.

Per la verità sono due gli slovacchi “papabili” per questo posto di grande visibilità. Oltre a Lajcak sarebbe in corsa anche l’ex Ministro degli Esteri Jan Kubis, che poche settimane fa è stato nominato inviato speciale dell’ONU in Iraq. E Fico ha già lasciato intendere che sarà Lajcak, e non Kubis, il candidato del governo slovacco. Il coreano Ban Ki-moon, al suo secondo mandato, rimarrà a guidare il Palazzo di Vetro fino al 31 dicembre 2016, ma le trattative informali sul suo successore sono già in corso.

Quattro delle cinque macro-regioni dell’ONU hanno già avuto almeno un Segretario generale, e solo la regione dell’Europa Centro-Orientale, rimasta sotto il giogo dell’Unione Sovietica per ben oltre la metà dei 70 anni dell’organizzazione, ancora non ha goduto di tale opportunità. Negli ultimi tempi ci sono pressioni per far sì che, dopo otto maschi, sia tempo per un candidato donna. E tra i nomi che girano, le uniche candidate credibili dell’area sono la Commissaria europea della Bulgaria Kristalina Georgieva e la Presidente della Lituania Dalia Grybauskaite. Ma c’è anche una outsider di rango: Angela Merkel, che pur appartenendo all’Europa Occidentale è conosciuta come “das Mädchen” – “la ragazza” – della Germania Est.

Il quotidiano slovacco Pravda, che nell’edizione cartacea di oggi dedica ampio spazio alla questione, ricorda che Lajcak in realtà non ha sciolto la riserva ufficialmente, dicendo che c’è ancora tempo prima di prendere una decisione definitiva. Il Ministero degli Affari esteri ed Europei, intanto, è contento che si faccia il nome di Lajcak per tale incarico importante, che vale come «riconoscimento della qualità della diplomazia slovacca e della capacità del ministro stesso», ha detto il portavoce Peter Stano. Lajcak è conosciuto a livello internazionale non solo per il suo incarico di ministro, ma anche per essere stato piuttosto credibile in passato come Rappresentante speciale dell’UE nei Balcani.

Se anche tutti i 23 governi dei paesi che fanno parte della regione dell’Europa Centro-Orientale sostenessero la candidatura di Lajcak, scrive Pravda, lo scoglio maggiore sarà sempre il voto dei cinque paesi membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU – Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito – che devono concordare su un solo nome. La posizione ambivalente della Slovacchia con la Russia (la contrarietà di Fico alle sanzioni ma il contemporaneo allineamento del paese alle scelte comuni dell’Unione europea, con il ministro Lajcak in prima linea) potrebbero però creare problemi proprio con Mosca, che ha sempre l’arma del veto. E non si nasconde che la questione “rosa”, cioè il sentimento sempre più comune che sia arrivato il momento di una donna potrebbe essere la fine delle ambizioni del diplomatico slovacco.

(La Redazione)

Foto Luke Redmond CC-BY-NC-ND

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