Fico: Enel può vendere la sua quota solo dopo aver finito Mochovce

Robert Fico (foto_vlada.gov.sk)

In una discussione politica sulla Radio Slovacca di questo sabato il Premier Robert Fico ha detto chiaramente che Enel non si può permettere di vendere la maggioranza delle azioni del principale produttore di energia elettrica del Paese senza prima aver completato la costruzione dei due nuovi blocchi nucleari della centrale di Mochovce, previsti entrare in funzione nel giro di dodici mesi a partire dal novembre 2016. Se gli italiani vendessero ora, ragiona il Premier, non ci sarebbe alcuna certezza di vedere completata la costosa centrale che è considerata uno dei progetti prioritari di questo esecutivo e un progetto di rilevanza strategica per la sicurezza energetica nazionale. Oltre che un investimento importante dove lo Stato ha messo molti soldi. È solo del novembre scorso l’ultimo aumento del budget per la costruzione della centrale, arrivato ormai a 4,63 miliardi di euro globali. Gli 830 milioni di aumento di novembre sono costati quasi 300 milioni di euro pubblici. Quando il progetto della centrale fu ripreso nel 2008, gli ultimi due blocchi erano previsti entrare in funzione nel 2012 e 2013, scadenze poi più volte rimandate.

Secondo l’agenzia di stampa Sita, lo Stato slovacco, che possiede il 34% di Slovenske Elektrarne (SE), non faciliterà il compito al gruppo italiano, anzi, è prevedibile che creerà ostacoli per ritardare la vendita del pacchetto di controllo pari al 66% del capitale, privatizzato nel 2006. Se di fatto il socio pubblico non ha alcun modo legale di impedire la vendita: non esiste un diritto di prelazione da parte del socio di minoranza – lo Stato – e nemmeno il diritto di veto. Ma lo Stato potrebbe, ad esempio, usare lo strumento dell’Autorità di vigilanza sugli impianti nucleari, sulla quale può intervenire. E sarebbe difficile trovare un acquirente per Enel, ha sottinteso Fico, se il governo slovacco non si dimostra collaborativo con il nuovo socio potenziale.

In ogni caso, se Enel vende, e lo Stato se lo potesse permettere, la cosa migliore da fare sarebbe rafforzare la propria posizione e prendere il controllo della società, se ci sono le condizioni. Fino ad ora, tuttavia, il governo, e il Ministero dell’Economia che di fatto gestisce la quota pubblica di SE, non hanno ancora fatto sapere se intendono approfittare della cessione per acquisire un pacchetto di azioni sufficiente a raggiungere la maggioranza e prendere in mano le centrali slovacche.

Intanto, sabato 21 marzo il primo blocco di Mochovce è stato arrestato per operazioni di manutenzione ordinaria. Il blocco subirà una revisione completa con la rimozione del combustibile dal reattore e parziale sostituzione dell’acqua del sistema di raffreddamento.

(La Redazione)

Foto vlada.gov.sk

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