L’ipocrisia occidentale della libertà d’espressione

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La società è tripartita: Stato, Capitale, e Popolo con le proprie associazioni, la Società Civile. C’è libertà d’espressione conquistata a fatica e lodabile per il Popolo, diretta allo Stato e ai suoi predecessori feudali, Clero e Aristocrazia. Ma in quanto al Capitale? Si consideri questo. Qualcuno può pagare l’accesso ai media – giornali, radio, TV – con libertà totale d’espressione di opinioni forti, riempiendo pagine e ore di lettura e d’ascolto-visione; a senso unico – senza contraddittorio, o qualcuno che scriva o dica opinioni contrarie, semini dubbi, presenti dati in opposizione, valori, teorie avverse. Un flusso espressivo in una sola direzione, e non solo un flusso di bla bla bensì per indurre comportamenti, anche per mutarli; mirato ad arrivare sotto-pelle ai lettori-ascoltatori-spettatori, catturandone lo spirito per impartire nuovi ordini ai loro corpi. Un dittatore tiranno potrebbe chiedere di più?

Eppure è ciò di cui consiste la pubblicità, la promozione commerciale. Non una parola contro. Nessuno invitato a scrivere, dire, mostrare, “ho comprato quel prodotto, si è ristretto al primo lavaggio e si è scolorito”; “l’ho comprato ma non teneva l’acqua”. Oppure, anche: Mi è davvero piaciuto, provatene uno!

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Foto Rachel Hinman CC-BY

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