Papa Francesco: due anni di rivoluzione

papa-Francesco_(catholicism_8571540057@flickr_CC)

È bastato quel “buonasera” – così informale ma non meno carico di calore – perché la sua persona e il suo ministero così gravoso entrassero quasi in punta di pedi dentro le case del mondo: così Papa Francesco, Jorge Mario Bergoglio, da quel momento prendeva le redini – pesantissime – di un cattolicesimo logorato annichilito da anni di disorientamento e confusione.

È più di una percezione – da parte dei cattolici e non –  questo sentire una nuova primavera risbocciata a due anni da quell’elezione (era il 13 marzo 2013)  dopo le dimissioni profetiche di Ratzinger; e va accreditata al conclave del 2013 una scelta coraggiosa molto più sostanziale che formale; nel senso che non si è voluto eleggere un pontefice mainstream, dall’appeal facile, dai sorrisi gratis ai bambini, come a voler fare un’operazione di marketing alla ricerca del brand facile.

Tutt’altro: i cardinali elettori hanno fortemente ponderato, secondo quel principio della sapienza antica chiamato “discernimento” (da dia-kriss cioè ponderazione che porta ad una scelta forte), scegliendo a capo della Chiesa Bergoglio il quale non aveva mai nascosto le sue intenzioni programmatiche.

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Foto catholicism CC-BY-NC-SA 

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