Il Made in Italy dei distretti industriali. Istat: in dieci anni sono meno ma più grandi

industria

Secondo l’Istat i distretti industriali nel 2011 sono 141 e rappresentano circa un quarto del sistema produttivo del Paese, in termini sia di numerosità (i distretti sono pari al 23,1% del totale dei SLL) sia di addetti (assorbono il 24,5% dell’ occupazione nazionale) sia di unità produttive (il 24,4% delle unità locali rilevate al Censimento è localizzato nei distretti).

Bergamo è il distretto più ampio sia come numero di comuni (123) sia come unità locali e addetti. Dopo Bergamo, nelle prime dieci posizioni per numerosità di impianti produttivi e occupati si collocano i distretti di Padova, Busto Arsizio, Como, Brescia, Prato, Reggio nell’ Emilia, Treviso, Lecco e Vicenza. Quasi tutti sono specializzati in due industrie principali: cinque nella meccanica e quattro nel tessile e abbigliamento, con la sola eccezione di Vicenza dove invece le produzioni sono quelle di oreficeria, gioielleria e strumenti musicali e altre.

In questi dieci distretti sono presenti poco più di un terzo delle unità locali, degli addetti complessivi e degli addetti manifatturieri dei distretti italiani. I dieci distretti più piccoli per numerosità di impianti produttivi e occupati sono: Fonni (il più piccolo), Vilminore di Scalve, Firenzuola, San Marco dei Cavoti, Minervino Murge, Thiesi, Storo, Piancastagnaio, Urbania, Pieve di Cadore; non presentano significative particolarità, appartenendo a nove differenti regioni ed essendo caratterizzati da cinque diverse specializzazioni.

In dieci anni scende il numero di distretti ma cresce la loro dimensione. Il decennio intercensuario 2001/2011 ha risentito della crisi che, a partire dal 2008, ha investito i sistemi produttivi dei paesi europei e dell’Italia in particolare, e i cui effetti si sono fatti sentire soprattutto sulla riduzione di posti di lavoro.

Le principali specializzazioni distrettuali sono quelle tipiche del Made in Italy, ovvero meccanica; tessile e abbigliamento; beni per la casa; pelli, cuoio e calzature; alimentare; gioielleria, oreficeria e strumenti musicali. I distretti così caratterizzati sono 130, il 92,2% del totale. Si rilevano inoltre 5 distretti specializzati nell’industria chimica, petrolchimica, dei prodotti in gomma e materie plastiche, 4 nell’industria metallurgica e 2 nell’industria cartotecnica e poligrafica. I distretti del Made in Italy sono soprattutto quelli della meccanica (il 27,0% del totale), del tessile-abbigliamento (22,7%), dei beni per la casa (17,0%) e delle pelli, cuoio e calzature (12,1%). I distretti della meccanica (38) si trovano soprattutto in Veneto e Lombardia e, in misura minore in Emilia-Romagna e Piemonte. A Reggio nell’Emilia, Guastalla, Castelfranco Veneto, Conegliano e Mirandola è maggiore l’intensità manifatturiera, misurata attraverso la presenza di unità locali e addetti manifatturieri per comune del distretto.

I distretti del tessile-abbigliamento (32) sono concentrati soprattutto in Lombardia, Marche e Veneto. L’intensità manifatturiera è maggiore nei distretti di Prato, Barletta, Carpi, Pistoia, Osimo ed Empoli. I distretti del tessile e abbigliamento sono caratterizzati soprattutto dalle industrie dell’abbigliamento (23 distretti) mentre il tessile quale industria principale è presente nei restanti 9 distretti. I distretti dei beni per la casa (24) sono presenti in nove regioni, soprattutto in Veneto (7), Marche (4), Toscana (3), Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia e provincia autonoma di Trento (2 distretti ciascuna), Lazio e Sardegna (1). Sono Pesaro, Forlì, Oderzo, Poggibonsi, Bassano Del Grappa i distretti a più alta intensità manifatturiera. Le industrie dei beni per la casa vedono il dettaglio di 13 differenti gruppi di attività, la maggior parte dei quali rappresenta il gruppo principale in due o in un solo distretto. I distretti della pelletteria e delle calzature (17) sono localizzati in sei regioni, principalmente nelle Marche (7 distretti) e in Toscana (5). Nel Veneto sono presenti due distretti mentre in Lombardia, Campania e Puglia è presente un solo distretto. Porto Sant’Elpidio, Montegranaro, San Miniato, Civitanova Marche e Arzignano sono i distretti con maggiore intensità manifatturiera. Il dettaglio dell’industria della pelletteria e calzature è rivolto alla “Fabbricazione di calzature” in 11 distretti e alla pelletteria nei restanti 6.

(NoveColonne ATG)

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