Borsalino: il re dei cappellai a rischio crac

Borsalino, produzione d'epoca

Boom di vendite, ed è cosa buona, e finanza allegra, e questa lo è meno, soprattutto se non si ha ben saldo il timone. È questo oggi il dramma di una delle aziende storiche del Made in Italy che, oltre ad essere conosciuta in tutto il mondo per i suoi prodotti, è un vero simbolo non solo della moda ma della stessa inventività italiana.

La società, nata 160 anni fa alla periferia di Alessandria, che ha 130 dipendenti e che vede crescere gli ordini malgrado la crisi, rischia la bancarotta. L’azienda ora ha infatti chiesto al tribunale di Alessandria una procedura di concordato preventivo con la ristrutturazione del debito. Ma se va male finisce con la liquidazione. La ragione di questa situazione è spiegata su un articolo apparso ieri su La Stampa, ed è tutta finanziaria.

Borsalino dunque, che ha aperto da pochi mesi un outlet in un’ala dello stabilimento storico a Spinetta, borgo di Alessandria, città che vive del mito del marchio di cappelli più famoso del mondo anche grazie al Museo del Cappello che anche il FAI si era impegnato a salvare.

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(La Redazione)

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