L’Europa e la paura dei foreign fighters. Le strategie da attuare

Molti ufficiali delle intelligence statunitense ed europea temono che l’ondata di terrorismo si diffonda anche in Europa. E la gran parte dei problemi deriva proprio dal nutrito numero di foreign fighters occidentali coinvolti.

isis-islam-siria_(Scott Bobb@wiki)

Nonostante le paure e il concreto pericolo che le anima, la minaccia rappresentata dai combattenti stranieri in Siria e Iraq potrebbe essere facilmente esagerata. Alcuni precedenti e le informazioni provenienti dalla Siria invitano a considerare taluni fattori che riducono – e quasi eliminano – la potenziale minaccia terroristica rappresentata dei combattenti stranieri giunti in Siria.

–       Molti muoiono, facendosi esplodere in attacchi suicidi o rimanendo uccisi in scontri a fuoco con opposte fazioni.

–       Alcuni non fanno ritorno a casa, ma continuano a combattere nella zona del conflitto o nella successiva battaglia jihadista.

–       Altri maturano una rapida disillusione e una percentuale di questi torna a casa senza abbracciare nuove, violente cause di lotta.

–       Altri ancora vengono arrestati o fermati dai servizi di intelligence.

Il pericolo sollevato dal timore del ritorno in patria dei foreign fighters è reale, ma i servizi di sicurezza europei e statunitensi hanno gli strumenti per ridurre la minaccia. Questi dovranno essere adattati al nuovo contesto siriano e iracheno.

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Foto Scott Bob, CC0 Public domain

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