I cervelli emigrati all’estero: “Italia devi svegliarti”

organi-cervello_(foto_humphreyking_8210242135@flickr)

«Una volta arrivato a Londra ho avuto l’occasione di capire cosa mi piacesse fare nella vita, probabilmente grazie alla sensazione di avere la possibilità di fare quello che vuoi anche se non sei nessuno e non conosci nessuno. In Italia mi sentivo in trappola, senza un futuro e questa sensazione l’ho notata anche in altri appena arrivati qui. Molti pensano di non valere nulla, arrivano qui disperati con ottime lauree in mano e pronti ad accettare di lavare i piatti pur di avere uno stipendio sicuro». Le parole di Marco Bocci, geologo, aiutano a capire lo stato d’animo di molti “cervelli italiani” fuggiti all’estero. E che all’estero trovano la loro strada.

Non è una novità assoluta. Il nostro Paese ha sempre esportato in giro per il mondo i migliori talenti.

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Foto Humphrey King CC-BY-SA 

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