I Tedeschi dei Sudeti rinunciano alla restituzione dei beni confiscati dalla Cecoslovacchia

Sudeti, ingresso dei tedeschi nell'ottobre 1938 (Bundesarchiv CC-BY-SA)

L’organizzazione che rappresenta le comunità tedesche espulse dalla Cecoslovacchia in seguito ai decreti Beneš del 1945, la Sudetendeutsche Landsmannschaft, ha modificato il proprio statuto rimuovendo il passo ove si rivendicava la restituzione delle proprietà confiscate ai tedeschi sfollati dalla regione dei Sudeti e ai loro discendenti. Al posto di tale frase è stato inserito un impegno a lottare per un accordo europeo per i diritti umani fondamentali, incluso il diritto ad una patria e al rispetto dell’autodeterminazione dei popoli e dei gruppi etnici. È stato anche aggiunto, tra gli obiettivi ufficiali dell’organizzazione, la cooperazione frontaliera con le autorità della Repubblica Ceca.

L’organizzazione ha detto di essere impegnata a lottare per far sì che la Carta dei diritti fondamentali sia valida in tutta l’UE. Carta sulla quale l’ex presidente ceco Vaclav Klaus aveva chiesto una deroga per la Repubblica Ceca, considerando che avrebbe potuto aprire la porta a una ondata di rivendicazioni da parte di tedeschi dei Sudeti. L’attuale governo di centro-sinistra retto da Bohuslav Sobotka ha invece fatto sapere lo scorso anno che non spinge più per ottenere tale eccezione. La possibilità di dare il via alle restituzioni ai tedeschi è stata fonte di grossi problemi tra i due paesi.

In particolare ad essere stati rimossi, secondo Deutsche Welle, sono i riferimenti all’obiettivo di “recupero della patria” (“Wiedergewinnung der Heimat” in tedesco) e alla prospettiva di “restituzione o riparazione in uguale valore” per chiunque fu espulso dalla regione alla fine della guerra, tra cui i tedeschi. La Sudetendeutsche Landsmannschaft accetta la tesi secondo la quale la responsabilità può essere condivisa tra le due parti per le persecuzioni nei Sudeti, sia di cechi che di tedeschi  invisi al regime nazionalsocialista, e l’Olocausto in Boemia, Moravia e Slesia, anch’esse al tempo regioni a maggioranza tedesca.

I Sudeti divennero parte della Cecoslovacchia alla sua formazione dopo la prima guerra mondiale, in seguito alla dissoluzione dell’impero austro-ungarico. Ma una volta salito al potere in Germani, Hitler volle quella regione dopo essersi annessa l’Austria. Nel settembre del 1938, nel famigerato Patto di Monaco, Inghilterra e Francia concessero ad Adolf Hitler quell’area per evitare una guerra aperta tra Berlino la Cecoslovacchia. Alla Conferenza di Potsdam del 1945 gli Alleati decisero che i tedeschi dei Sudeti dovevano lasciare il territorio ai cecoslovacchi. Circa 500mila persone se ne dovettero andare.

(La Redazione, Fonte Radio Praha, Deutsche Welle)

Foto: Sudeti, ingresso dei tedeschi nell’ottobre 1938 (Bundesarchiv CC-BY-SA)

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