La grande bellezza dell’italiano. Viaggio alle fonti della lingua con Dante e i suoi amici

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Giuseppe Patota, La grande bellezza dell’italiano. Dante, Petrarca, Boccaccio, Laterza 2015

La prima bellezza, o meglio la prima grande bellezza dell’Italia, è certamente la sua lingua. Nasce nel Trecento, quasi all’improvviso, per mano di tre artisti della parola che, come toccati dalla grazia, la plasmano in versi e in prosa per parlare alle donne d’amore, di gioia e di dolore. Così, nel giro di pochissimi anni, l’italiano nasce subito perfettamente formato, armonico, potente. E che la sua maturità espressiva, o in altre parole la sua bellezza, sia strettamente connaturata alla lingua stessa sarà riconosciuto sempre, anche a distanza di secoli. È così dopo duecento anni, quando poco dopo l’invenzione della stampa il “petrarchino”, cioè il libretto in formato tascabile delle poesie di Petrarca, rappresenta un modello inarrivabile di eleganza stilistica e viene tenuto in mano e mostrato proprio come uno status symbol, più o meno come di questi tempi, dice l’autore,avverrebbe per uno smartphone. Ed è così ancora oggi, dopo settecento anni, come testimonia questo libro: un omaggio, un atto d’amore, di un italiano così affascinato da questa lingua da voler condividere con altri il proprio piacere e, come è scritto nella quarta di copertina, farne godere tutti.

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Immagine: BS

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