Enel conferma la volontà di vendere la sua partecipazione in Slovenské Elektrárne

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Il Consiglio di amministrazione di Enel ha ribadito l’intenzione di voler vendere la sua quota del 66% in Slovenské Elektrárne (SE), maggior produttore di energia elettrica in Slovacchia che aveva acquisito nel 2006. Nella stessa riunione, il Cda di Enel ha confermato di voler sospendere il processo di cessione degli asset di distribuzione e vendita in Romania, nonostante le due operazioni (Slovacchia e Romania) erano state promosse in contemporanea la scorsa estate. La decisione, spiega una nota del gruppo, è stata presa anche «alla luce delle linee strategiche alla base del nuovo piano industriale che sarà presentato alla comunità finanziaria il prossimo 19 marzo».

Nel frattempo, secondo Reuters c’è un nuovo soggetto interessato alla quota Enel in quello che è il secondo produttore di elettricità in Europa centro-orientale. Si tratterebbe della finlandese Fortum, che già sarebbe in comunicazione con i vertici della società italiana ma che non vuole confermare nulla in via ufficiale. Secondo il quotidiano Hospodarske Noviny i finlandesi avrebbero già acquisito tutti i dati relativi alla due diligence in vista di un possibile acquisto.

Alla fine dello scorso anno erano pervenute a Enel le espressioni di interesse anche del gruppo ceco CEZ e degli ungheresi del gruppo petrolchimico MVM in consorzio con la società petrolifera slovacca Slovnaft (gruppo MOL) e il gruppo ceco EPH Holding, che già ha acquisito diverse attività energetiche in Slovacchia negli ultimi mesi (gas, distribuzione di elettricità).

Il Ministero dell’Economia, che gestisce per il governo la quota di minoranza del 34% in SE, non ha voluto commentare l’eventuale ingresso dei finlandesi, che starebbero per partecipare alla costruzione di un impianto nucleare in patria. Proprio la questione nucleare è tra i punti interrogativi di chi acquisterà la quota di Enel, che oltre a gestire quattro reattori esistenti in due centrali si dovrà impegnare a portare a termine nei tempi previsti i due nuovi reattori (3 e 4) della centrale di Mochovce, già in forte ritardo.

(La Redazione)

foto ttstudio.sk

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