Russia: rischio paese e nuove sanzioni: difficoltà per l’export italiano

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Il rischio paese della Russia, su una scala da A1 (molto basso) a D (molto elevato), ha un valore di tipo C (rischio elevato), sicuramente un segnale di allarme dovuto all’alta volatilità del rublo, al rallentamento dell’economia (cresciuta nel 2014 solo dello 0,3%, mentre per il 2015 è stimato un -3%), e alla crisi ucraina. A questo si aggiunge un indebolimento degli investimenti frenati soprattutto dalla mancanza di fiducia e dalle sanzioni.

Segnali non certo dei migliori, soprattutto in un momento in cui l’export italiano verso questo Paese stava conoscendo un forte segno positivo, interessando in sostanza tutti i comparti, dalla meccanica all’agroalimentare, con ottimi margini. Insomma non buone notizie per le nostre imprese esportatrici che dovranno fare i conti con il rischio che importanti interlocutori russi (importatori, distributori e, in alcuni casi anche banche) dichiarino fallimento a causa di instabilità politica e prospettive economiche e finanziarie incerte.

Nel frattempo le sanzioni economiche verso la Russia vedono conseguenze economiche non soltanto per la Russia stessa ma, come da più parti si è sottolineato, anche per l’Europa, che sta pagando un altissimo costo proprio per l’elevata percentuale di export verso tale Paese. Si stima, infatti, che le sanzioni imposte dall’Ue alla Russia per la crisi ucraina sono costate ai ventotto Paesi Ue già 21 miliardi di euro di esportazioni.

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Foto: Public domain

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