Goblin, il suono dell’horror. Concerto a Bratislava. Intervista a Simonetti

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Ritornano i Goblin, cult band di rock sinfonico/progressive guidata da Claudio Simonetti, che ha molto contribuito al successo dei film di Dario Argento. Saranno a Bratislava il 18 marzo, nel corso del loro “Profondo rosso World Tour 2015” che arriva a 40 anni esatti dal film rivelazione che portò il genere horror italiano sulle scene internazionali. Ai Goblin si devono le colonne sonore dei film più noti di Dario Argento (adorato pure da Tarantino), e divenuti così caratteristici del genere da essere chiamati anche a comporre le musiche dei film di George A. Romero, altro specialist del genere (Wampyr e Zombi-L’alba dei morti). L’LP dei Goblin “Profondo rosso” ha venduto nel primo anno dall’uscita un milione di copie, e rimase in classifica (45 giri e LP) per 52 settimane. Dopo una lunga pausa, negli anni 2000 i Goblin ritornano sulle scene e fanno diversi tour in tutta Europa, America e Giappone. I biglietti per il concerto, che li vedrà affiancati dal gruppo progressive slovacco “Persona Grata”, sono già in vendita su Ticketportal.sk. In questi giorni presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura a Bratislava si tiene una rassegna dei film di Dario Argento, iniziata con “Profondo Rosso”. Questo giovedì 26 febbraio si prosegue con Suspiria (1977). (Red)

Qui di seguito una intervista a Claudio Simonetti fatta da Antonia Grande e Marco Gerbi.

1) Qual è stato il passo che ha portato lei e i Goblin a comporre musica per film horror?

Prima di chiamarci Goblin avevamo una band denominata Oliver, da me formata insieme a Massimo Morante nel 1973, era originariamente una band di rock progressive, ci siamo anche noi ispirati a gruppi quali Genesis, Yes, ELP, Gentle Giant e simili.

Fu proprio durante la registrazione del proprio album (uscito in seguito con il nome di Cherry Five) che Argento ascoltò, grazie al nostro produttore Carlo Bixio, la nostra musica e decise, visto che cercava un gruppo rock, di farci registrare la musica di Profondo Rosso. Inizialmente dovevamo solo eseguire e arrangiare a nostro modo le composizioni di Giorgio Gaslini, il quale dopo aver discusso con Argento durante la lavorazione, lasciò il film e quindi Dario richiese di finire il film con le nostre musiche. Quindi sono così nati i brani Profondo rosso, Death Dies e Mad Puppet, lato A dell’album, mentre nel lato B ci sono le musiche di Gaslini eseguite da noi più un paio di suoi brani con l’orchestra. Le nostre musiche e il nostro stile, che avevamo da alcuni anni, si sono presto abbinati bene al genere horror, grazie anche al coraggioso Argento, che all’epoca era già un mito, che ebbe l’intuito e il coraggio di scegliere una nuova band composta da giovanissimi musicisti (io ero il più grande, con soli 23 anni)!

Dopo essere stati in Inghilterra, nel 1974, per quasi un anno, con i Goblin (allora ci chiamavamo Oliver) siamo tornati in Italia per incidere il nostro album e in quell’occasione, Argento ci chiese di registrare la colonna sonora di Profondo Rosso grazie al nostro discografico della Cinevox, Carlo Bixio, che gli fece ascoltare il nostro materiale. Eravamo poco più che ventenni e ci siamo trovati davanti ad un grande regista, allora Dario era all’apice della sua carriera, però abbiamo subito legato perché comunque era una persona semplice, anche con Daria Nicolodi, allora sua compagna, abbiamo subito fatto amicizia.

2) Come è stato lavorare con Dario Argento, grande regista che ha influenzato maestri del cinema internazionali come Quentin Tarantino, Brian De Palma, John Carpenter …?

Lavorare per Dario Argento è stata sicuramente l’esperienza più incredibile e positiva della mia vita. Quando ho iniziato a collaborare con lui ero ancora un ragazzo (22 anni) e sentirmi onorato della sua scelta mi ha dato molta forza per iniziare fare un lavoro non facile come il mio. Con il tempo, oltre ad avere un rapporto professionale, io e Dario siamo diventati molto amici e spesso viaggiamo insieme per andare alle varie convention cinematografiche dove ci invitano. Un sodalizio e un’amicizia che dura da 40 anni.

3) Il tema del film “Profondo Rosso”, di cui questo anno ricorre il 40° anniversario, è stato uno dei vostri maggiori successi. Come è nato? È vero che fu influenzato da “Tubular Bells” di Mike Oldfield?

Dario voleva un’atmosfera alla Tubular Bells e noi ci siamo avvicinati allo stile anche se il nostro brano non è decisamente uguale a quello di Oldfield. Argento chiedeva un tema ripetitivo, un loop ossessivo che noi abbiamo fatto anche se poi il brano sfocia in un inciso suonato con l’organo da chiesa. D’altronde anche John Carpenter ha dichiarato di essersi ispirato a Profondo Rosso (1975) per il suo tema principale di Halloween (1979), però, anche questo, non è per niente uguale al nostro, lo può ricordare e basta a dei marziani! Vai a capire il pubblico…..:)

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4) Quali sono i generi musicali che ama ascoltare (e chi in particolare artista/gruppo)?

Non ascolto un genere in particolare, ascolto un pò di tutto, dalla musica prog, heavy metal, al pop e anche musica elettronica dance. Posso passare dagli Slipknot a Celine Dion, da Michael Jackson ai Cradle of Filth, dipende dal mio stato d’animo.

5) Siete da tempo attivi con un tour mondiale, prova ancora emozione dopo parecchi anni di carriera a viaggiare e suonare così tanto?

Ogni volta che partiamo per un concerto è sempre una nuova emozione. Sono sempre molto meravigliato dal fatto che, dopo così tanti anni, il pubblico ami il mio genere musicale e i film di Argento che sono diventati un cult nel genere horror.

Mi fa molto piacere vedere così tanti giovani nei concerti, è veramente gratificante.

6) Quali sono state le collaborazioni (anche internazionali) che l’hanno maggiormente gratificata?

Sicuramente le collaborazioni internazionali che mi hanno dato gratificazioni sono stati i film fatti con George Romero (Dawn of the dead/Zombi e Martin/Wampyr nel 1978), con Menahem Golan (The Versace Murder nel 1998), con Daniel De La Vega (Necrophobia nel 2014). In Italia ho lavorato con grandi registi quali Ruggero Deodato (Cut And Run, Body Count), Lamberto Bava (Demons, Morirai a mezzanotte), Lucio Fulci (Conquest) e Sergio Martino (Hands of steel).

7) Il gruppo ha subito numerose scissioni e ricomposizioni nell’arco di 40 anni. Che rapporto intercorre fra i Claudio Simonetti’s Goblin e i Back to the Goblin?

Ho lasciato il gruppo nel 1978 perché non andavamo più d’accordo sia musicalmente che umanamente. Abbiamo provato a fare una reunion nel 2000 per il film Non Ho Sonno di Argento ma anche stavolta non siamo riusciti ad andare d’accordo.

Ho creato nel 1999 il gruppo dei Daemonia mentre gli altri hanno formato i Back to the Goblin nel 2005. Con i Daemonia abbiano suonato per molti anni mentre loro si sono nuovamente separati dopo poco tempo. Ci siamo riuniti nel 2010, come New Goblin, solo io, Massimo Morante (chitarra) e Maurizio Guarini (tastiere) del nucleo originale dei Goblin con l’aggiunta di due musicisti dei Daemonia, Titta Tani alla batteria e Bruno Previtali al basso. Dopo una trionfale tournée negli USA nel 2013 ci siamo nuovamente separati per i soliti problemi caratteriali e di incomprensione, problemi che hanno sempre diviso i Goblin in tutti questi anni. Con Titta Tani alla batteria, Bruno Previtali alla chitarra ho formato la nuova band Claudio Simonetti’s Goblin, con l’aggiunta di Federico Amorosi al basso.

Dal 2014 abbiamo iniziato una serie di concerti che ci hanno portati nuovamente all’estero (Svezia, Danimarca, Finlandia, Olanda, USA, UK, Irlanda).

Quest’anno ci esibiremo anche in Italia suonando il film Profondo Rosso dal vivo, in occasione del suo 40° anniversario. Per questa occasione abbiamo pubblicato in questi giorni un EP contenente 4 brani del film originale risuonati da noi.

8) Quanto di lei c’è in Profondo Rock, da Profondo Rosso alla Terza Madre biografia scritta da Gabrielle Lucantonio?

Profondo Rock, scritto dall’indimenticabile giornalista francese Gabrielle Lucantonio è una mia biografia molto dettagliata. Gabrielle è riuscita, dopo averle raccontato tutti i dettagli della mia vita, a scrivere un libro molto carino e interessante che rispecchia anche tutti i periodi storici che ho vissuto come musicista, dalla mia infanzia in Brasile al mio periodo rock progressive anni Settanta, dance e televisivo degli anni Ottanta mettendo anche in luce tutti i miei aspetti caratteriale e personali. Una cara e indimenticabile amica e giornalista che ci ha lasciati troppo presto e che ricorderò sempre con tanto affetto e stima.

9) Come commenterebbe la frase di Giovanni Alosio, autore del volume Goblin: la musica, la paura, il fenomeno e curatore del sito di Dario Argento dal 2007, «Nonostante le evidenti sottovalutazioni della critica italiana, quella dei Goblin risulta essere una delle esperienze artistiche più originali nella storia musicale italiana degli ultimi decenni»?

Purtroppo devo dare ragione ad Aloisio, io e i Goblin siamo sempre stati sottovalutati nel nostro Paese come anche in fondo lo è Argento stesso. Quando andiamo all’estero siamo considerati come dei grandi del cinema e della musica mentre qui da noi non abbiamo mai avuto un riconoscimento per tutto il lavoro svolto. Quando abbiamo fatto la tournée trionfale negli USA nel 2013 persino la televisione francese è venuta ad intervistarci mentre suonavamo all’Egyptian Theater di Los Angeles, dove abbiamo fatto sold out per tre sere di fila……la televisione italiana ci ha ignorati completamente!

10) È la prima volta che suona in Slovacchia, cosa si aspetta dal concerto del 18 marzo al Babylon di Bratislava?

Sono molto contento e curioso di suonare a Bratislava, una città dove non sono mai stato, ma sono a conoscenza che è particolarmente interessante, dinamica e attenta alla buona musica.

Siamo anche ben lieti di avere come gruppo che aprirà la serata la band slovacca Persona Grata.

Ci teniamo molto a questa data del nostro tour mondiale e naturalmente ci aspettiamo un grande pubblico e un grande successo….. 🙂 🙂 🙂

Antonia Grande e Marco Gerbi – Istituto Italiano di Cultura

(un ringraziamento particolare al M° Claudio Simonetti e a Dalila Orefice e Michele Ricciardi della Music Show International)

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