Medico in televisione ammette di ricevere bustarelle

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A seguito alla confessione di un noto medico slovacco, che in televisione ha ammesso di accettare senza problemi “doni” dai pazienti, diversi esponenti politici dell’opposizione hanno minacciato contro di lui una denuncia penale. Il personaggio in questione, medico di medicina generale, che si chiama Peter Lipták, ha detto di ricevere spesso doni in denaro (quello che altrimenti si chiamerebbero bustarelle), cosa che secondo lui è del tutto normale per ricevere determinati trattamenti per i quali la sanità pubblica non ha, lui dice, risorse sufficienti.

Secondo quanto affermato dallo stesso Lipták, al telegiornale di TV Markíza (il più seguito in Slovacchia), lui riceve in doni circa 5.000 euro all’anno.

Daniel Lipsic, deputato del partito NOVA, in una conferenza stampa congiunta con altri colleghi ha voluto incentivare i pazienti disposti a parlare pubblicamente delle bustarelle date a un medico, offrendo i suoi servigi come avvocato gratuitamente.

Dopo la trasmissione della sua intervista, Lipták, che ha lamentato una regia del servizio televisivo che lo ha ritratto in una luce negativa, ha poi scritto sul suo blog che i doni sono un chiaro segno di quanto i pazienti slovacchi siano spaventati nell’affrontare cure che il sistema sanitario a volte non garantisce. Quel denaro, ha detto, spesso salva vite umane.

Lo stesso medico, dopo essere passato per il tritacarne mediatico, ha poi deciso di presentare una denuncia contro ignoti per la “messa in pericolo della salute pubblica”. Nella denuncia si fa riferimento anche ai ministri della Sanità che si sono succeduti nella Slovacchia indipendente, che insieme ai parlamentari avrebbero messo a rischio la salute dei cittadini consentendo al business dei farmaci di spadroneggiare nel paese. Lipták cita dettagli come la creazione di catene di farmacie detenute da certe imprese che limitano la concorrenza e le ditte farmaceutiche che permettono, anche grazie all’iva ridotta e altre misure legislative, che molti medicinali che in Slovacchia costano poco vengano esportati in mercati più ricchi, producendo enormi guadagni e lasciando i pazienti slovacchi senza cure.

«L’intero sistema è perverso», secondo Lipták, che invita la polizia a indagare sulle relazioni tra i deputati e i lobbisti dei gruppi finanziari.

(Red)

Foto Alex Proimos CC-BY-NC

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1 Commento

  1. Certo, ci sarebbe molto da dire sulla medicina in Slovacchia. E sicuramente, prima di emulare l’Italia che ama mettere in piazza i suoi problemi sottacendo le sue tante qualità, sarebbe il caso di parlare dell’eccellenza del personale infermieristico slovacco, ad esempio, apprezzato in tutta Europa per la sua altissima professionalità. E se perfino gli infermieri sono così ben preparati, immaginiamo a quale livello siano i medici. Parlo ovviamente di capacità professionali e non certo delle loro capacità di amministrare i pubblici ospedali. Quello non penso dipenda da loro. Non sempre e ripeto non per loro colpa, le due cose coincidono.
    Per quanto mi consta personalmente, la correttezza dei medici slovacchi è riprovata dalla mia esperienza con un medico slovacco al quale mi sono rivolto. Non godendo io di assistenza sanitaria in Slovacchia sono tenuto a pagare le prestazioni che ricevo. Finora, in tutti i casi nei quali ho pagato per delle, per altro ottime, prestazioni professionali mi è sempre stata rilasciata una regolare ricevuta fiscale. Vi sembra poco?! A me, che per tanti anni ho avuto a che fare con professionisti della salute italiani, sembra tantissimo. Senza contare il fatto che, finalmente, questo medico slovacco ha risolto il mio piccolo problema con la pressione sanguigna!
    La sanità pubblica funziona male? Forse. Ma sicuramente questo è un problema non solo slovacco. Sempre per mia personale esperienza, la sanità privata e/o convenzionata slovacca funziona benissimo ed è anche economica, rispetto all’Italia. Quella pubblica, sempre per esperienza personale anche se indiretta, è altrettanto valida. La nonna di mia moglie nel giro di una settimana da quando ne ha avuto bisogno è stata sottoposta ad esami specialistici, una TAC, per in Italia la lista di attesa è perlomeno di qualche mese. Ancora, a me non sembra poco..
    Apprendo dall’articolo che il dumping sui farmaci è agevolato da una aliquota IVA favorevole. Ha forse pensato il governo ad una agevolazione per l’IVA sui beni di prima necessità, quali alimentari ed energia?! Lo fa perfino l’Italia.. Ma di questo forse ne dobbiamo parlare in una altra occasione.

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