Sciopero ieri nelle aule di giustizia. Dai dipendenti ultimatum al ministro

Un'aula di una corte slovacca - tribunali

Ieri 19 febbraio si è tenuta nelle aule di giustizia una giornata di sciopero “di avvertimento” dei dipendenti dei tribunali, accompagnata da una manifestazione di protesta a Bratislava davanti al Ministero della Giustizia. In conclusione, è stato lanciato un ultimatum al ministro Tomas Borec: se non ci sono risposte soddisfacenti alle loro richieste entro il 10 aprile, il personale delle corti scenderanno in strada con uno sciopero vero e proprio.

Le richieste principali sono di natura salariale, e i rappresentanti dei dipendenti del ministero della giustizia chiedono di conoscere quando e come saranno stanziati i fondi per aumentare i salari. Secondo i sindacalisti, Borec sostiene la richiesta di aumenti, ma non nelle forme richieste dalle maestranze.

I dipendenti hanno quattro richieste. Aumento di un quarto del bilancio del Ministero della Giustizia, garanzia nelle risorse a disposizione dei tribunali per la gestione quotidiana, siano esse finanziarie, di attrezzature tecniche o di personale, una nuova normativa sullo status dei lavoratori nella magistratura, e un miglioramento delle condizioni socio-economiche dei lavoratori del settore.

I tribunali ieri hanno funzionato soltanto per le urgenze. Allo sciopero sono stati chiamati circa 3.700 impiegati delle 62 corti distrettuali e regionali. In alcune strutture, come la Corte Specializzata Penale di Pezinok (competente per la Regione di Bratislava), hanno aderito il 100% dei dipendenti, costringendo il giudice a rinviare due processi.

Per contro, STS a Banska Bystrica terrà la prova di Robert L., soprannominato ‘Bucket’, e molte altre persone della cosiddetta banda Sykora, che hanno il compito di omicidi multipli.

(Red)

Fonte justice.sk. Corte distrettuale di Veľký Krtíš

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