Ucraina: cade Debaltsevo, e l’Europa si gira dall’altra parte

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Le modalità con cui è stata firmata la pace di Minsk e gli immediati sviluppi bellici nella sacca di Debaltsevo mostrano molto bene le intenzioni delle forze in campo e lasciano poche speranze sulla sorte futura dell’Ucraina. Il proposito iniziale di Vladimir Putin, emerso dalle trattative, di concedere ancora dieci giorni di conflitto prima della pace, mostrava con tutta evidenza la sua intenzione di consentire il completo accerchiamento di Debaltsevo. La città ospita uno scalo ferroviario ed è un importante nodo stradale e ferroviario al confine tra le province di Donetsk e Lugansk, indispensabile per consentire una continuità di collegamenti tra le due entità separatiste, in vista della costituzione al più presto di uno stato cuscinetto sul modello della Transdnistria.

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Foto teteria sonnna CC-BY

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1 Commento

  1. Le forze Ucraine volevano rifarsi delle sconfitte subite la scorsa estate.
    Inizialmente sono riuscite ad impossessarsi dell’intero aeroporto di Demetsk.
    Solo successivamente hanno dovuto mollare quanto conquistato; non solo: hanno perso pure quel copo che riuscivano a controllare precedentemente.
    A Minsk non è stata firmata alcuna pace, ma solo un armistizio. Il presupposto dell’armistizio e della tenuta della tregua è che le forze armate ucraine sono state battute sul campo e sonoramente.

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