Il mio libro giallo – L’angolo di Michaela

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Credete che le cose nella vita capitino del tutto casualmente? Vi è mai successo qualcosa di straordinario, inspiegabile, statisticamente improbabile (e non mi sto rivolgendo ai vincitori del Superenalotto) che non dipendeva da voi o dalla vostra volontà ma è accaduto proprio in quel momento quando ne avevate bisogno, come per indicarvi la strada o per confermare la vostra decisione?

Nel 1994 ho frequentato un corso di italiano per stranieri presso l’International School di Genova. L’insegnante, Eleonora, di cui non conosco il cognome, era madrelingua ed era davvero in gamba. Aspettavo con impazienza ogni lezione per approfondire la conoscenza di questa lingua meravigliosa, e per domandare a Eleonora soluzioni ai problemi linguistici che con il mio italiano da principiante non ero in grado di risolvere.

Per seguire il corso era necessario acquistare un libro di testo. La scuola ci indicò la libreria che teneva questo libro e per di più ce lo faceva pagare a rate: il libro era molto costoso. Anche l’International School ci veniva incontro rateizzando i pagamenti delle rette: con la paghetta di ragazza alla pari grandi miracoli non si potevano fare, inoltre tutti i soldi guadagnati si mettevano diligentemente da parte per essere poi portati a casa (le spese per il corso erano proprio l’unica eccezione!).

Così acquistai a rate il mio libro, e me lo tenevo stretto. Era un libro valido, con degli schemi trasparenti, con disegni esplicativi e con dialoghi tratti dalla vita quotidiana. Una buona parte dei testi era dedicata all’Italia, alla cultura, all’arte.

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Successe ciò che talvolta succede: cambiando lavoro o vita si cambia posto, ufficio, casa, e dopo l’ennesimo trasloco il mio “libro giallo” non fece più capolino da nessuna scatola, da nessuna valigia. Forse si era perso, forse l’avevo semplicemente prestato a qualcuno che non me l’ha più restituito.

Questo è successo circa quindici anni fa. Da allora quando entravo in qualsiasi libreria in Italia cercavo sempre sugli scaffali dedicati all’italiano per gli stranieri una copia di quel “libro giallo”, per riacquistarlo. Niente da fare. Le commesse erano molto disponibili e volevano aiutarmi, chiedendomi il titolo, l’autore, l’editore… informazioni che io non avevo. L’unica cosa che sapevo su questo libro è che era “giallo”, ben poco per un libraio.

Diversi anni fa tornai a Genova, stavolta come turista. Misi nel programma anche una breve visita alla International School, per salutare Eleonora e per segnarmi il titolo e l’autore del “libro giallo”. Purtroppo, la scuola di lingue non c’era più. Delusa ma rassegnata pian piano smisi di cercare nelle librerie, accantonai il pensiero e lo archiviai come “appartenente alla vita che fu”.

Pochi giorni fa, nell’arco di due settimane, sono stata interpellata per due progetti relativi alla lingua italiana e il suo uso da parte degli stranieri (e slovacchi in particolare): un piccolo ruolo può aver giocato anche il fatto che io stessa sono un’autodidatta, e il mio approccio con l’italiano ha basi tutt’altro che accademiche.

Per un senso di responsabilità verso il lavoro da svolgere, ho valutato di aver bisogno di ripassare alcune strutture poco utilizzate e che in questo mi avrebbe sicuramente aiutato un buon libro di grammatica, meglio se concepito per gli stranieri.

Sono passata nella biblioteca comunale locale – senza curarmi di consultare online i titoli che erano reperibili nella rete bibliotecaria della Provincia – e ho chiesto un libro di italiano per stranieri, uno qualsiasi, che fosse subito disponibile. La bibliotecaria, una ragazza giovane, ha dato uno sguardo allo schermo del computer e mi ha informata, con tono veramente dispiaciuto, che di questi libri al momento ne avevano uno solo, ma che mi avrebbe aiutato volentieri ad ordinare altri titoli, se questo volume non fosse di mio gradimento.

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Le confermai di portarmi pure quello che aveva in casa. Indovinate, con che cosa è tornata? Con niente meno che il MIO “libro giallo”!

L’ho riconosciuto non appena l’aveva posato sul banco: eccolo, bello, lucido… giallo. Al suo interno le figure familiari, gli schemi. La bibliotecaria deve avermi presa per una mezza matta, quando le ho detto: ”Lei con questo libro oggi mi ha reso proprio felice.”

Ora sono a casa, me lo guardo e lo riguardo, e in un colpo di genio verifico se il libro è reperibile online, tra i libri usati. Macché usati! Il “libro giallo” è ancora in vendita, vivo e vegeto… nonostante l’età veneranda e l’assenza totale di temi quali il PC, internet, il cellulare e così via, la grammatica è sempre la solita. Non ho potuto far altro che ordinarlo SUBITO!

Se vi è già capitato uno strano episodio come questo, quasi fosse un messaggio giunto dal passato, forse grazie ad esso anche a voi è tornata in mente una persona particolare che non vedete da anni, da decenni, e con la quale vi sentite per qualche motivo in debito. O che avreste voluto giusto risalutare. E vi dite sempre “una volta lo/la chiamo”, “capiterà un’occasione per parlare”, ma poi gli anni passano e il pensiero si affievolisce. Ogni tanto torna con una eco debole, come un boomerang che via via viene privato della sua forza, ma alla fine il suono assomiglierà piuttosto al ronzio di un insetto. Prima che questo insetto taccia per sempre, alzate il volume, ascoltate che cosa dice quella voce e non rimandate più: l’occasione giusta potrebbe non arrivare mai, dovete crearla voi.

Cercate il numero di telefono, l’indirizzo postale, email, Facebook, Twitter, quello che più vi aggrada, e fate questo passo. Fatelo. La giornata vi restituirà il sorriso da tempo scordato.

Ah, per non scordarmi anche stavolta: GRAZIE, ELEONORA!

(Michaela Sebokova Vannini – vedi il suo sito Cucinare Scrivendo)

Immagini: BS, M.Sebokova

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