Swiss Leaks: conti segreti in HSBC anche di clienti slovacchi

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La banca privata svizzera HSBC ha aiutato il suoi clienti a evadere il fisco per circa 180 miliardi di euro, hanno rivelato la scorsa settimana Le Monde e oltre 50 testate coordinate dell’International consortium for investigative journalism (ICIJ). Battezzata “Swiss Leaks”, l’inchiesta parte dai documenti sottratti nel 2007 dall’ex dipendente della banca Hervé Falciani e rivela in particolare che la banca ha sollecitato ricchi clienti e consentito loro di aprire conti non dichiarati sui quali transitavano ingenti somme di denaro non dichiarate al fisco del loro paese. HSBC sostiene che le operazioni rispettano ora regole molto più severe rispetto al 2007, e ammette di rischiare inchieste penali negli Stati Uniti, mentre inchieste separate sono state aperte in Svizzera, in Francia e in Danimarca.

Secondo il Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (ICIJ) la lista indica un utilizzo sfrontato con fondi neri derivanti da evasione fiscale e riciclaggio di denaro in circa 30.000 conti correnti facenti capo a 106.000 clienti in totale. Di questi, 146 sarebbero in qualche modo collegati alla Slovacchia, con depositi contenenti 48,7 milioni di dollari. Gran parte di essi sono stati aperti tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000, durante e dopo le più grandi (e in certi casi selvagge) privatizzazioni di aziende pubbliche slovacche. Questo ha messo in allarme l’Agenzia nazionale anticrimine (Naka) per i possibili collegamenti di questi movimenti di denaro – sebbene ad oggi non se ne conoscano i dettagli – con il riciclaggio di denaro legato a eventuali operazioni in nero. La Naka avrebbe informato di aver già fatto richiesta di informazioni in Svizzera, Regno Unito e Repubblica Ceca, dove i colleghi della polizia stanno verificando la lista dei clienti cechi di HSBC. L’Amministrazione Finanziaria (il fisco) della Repubblica Slovacca nel frattempo ha dichiarato di intendere fare tutto il possibile per ottenere i dati dettagliati delle operazioni della lista Falciani. Secondo Sme le autorità slovacche possono anche chiedere i nomi della lista ai giornalisti di ICIJ oppure alle autorità francesi.

Come sottolinea in un articolo lo Slovak Spectator citando il quotidiano Sme.sk, ci sono almeno tre grossi casi giudiziari in Slovacchia legati a tangenti o traffici illegali nei quali sono stati menzionati specificamente conti svizzeri: il caso del tunnel Branisko, per il quale è stato trovato un conto di deposito con 2,5 milioni di euro,  la vendita delle quote di emissione di Co2 del 2008 a una “garazova firma”, una società fantasma americana controllata dalla Svizzera che guadagnò senza fatica 47 milioni di euro in poche settimane, e un caso legato al finanziamento del partito SDKU allora al governo.

Nel complesso sarebbero 60 i titolari di conti sospetti in HSBC legati alla Slovacchia, ma solo sei di loro avrebbero passaporto slovacco. Gli altri conti sarebbero di ditte a “scatola cinese” o anonimi, cosa permessa dalla legge svizzera. Il conto più ricco ha in deposito oltre 10 milioni di dollari, secondo Sme.sk.

Il politologo Grigorij Meseznikov dell’Istituto per gli Affari Pubblici (IVO) di Bratislava pensa che a un anno dalle elezioni (previste nella primavera 2016) la politica slovacca dovrebbe stare in allerta. Quei nomi potrebbero infatti cambiare anche significativamente la scena politica del paese.

(La Redazione)

Foto sheeppurple CC-BY 2.0

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