I terroristi di Parigi usavano armi comprate in Slovacchia

novycas-terror

La prima pagina di ieri del tabloid Novy Cas era tutta incentrata sull’attacco terroristico al giornale satirico Charlie Hebdo a Parigi di gennaio. Secondo le indagini della polizia francese, le armi usate nella strage sono state acquistate in Slovacchia.

Il quotidiano slovacco ha fatto riferimento ai numeri di serie dei fucili automatici sequestrati dalle forze speciali dopo gli attacchi in Francia dei fratelli Kouachi (la strage nella sede del settimanale, la fuga attraverso la capitale francese verso la campagna e l’assedio finale nella stamperia di Dammartin-en-Goële) e l’azione diversiva di Amedy Coulibaly (con l’irruzione nel supermercato ebraico nella zona est di Parigi e la presa di ostaggi). I tre protagonisti, responsabili della morte di 17 persone, sono tutti stati uccisi in due distinti raid in contemporanea delle forze speciali.

E, secondo quanto scritto da Novy Cas, corroborato da quanto pubblicato dal sito Euronews, la polizia francese avrebbe chiesto ai colleghi slovacchi il mese scorso di identificare sette fucili automatici. Ad aiutare gli investigatori a ricostruirne la provenienza è stato un armiere della città belga di Charleroi, che quando ha visto la sua immagine in televisione ha riconosciuto Coulibaly come colui al quale aveva ceduto diverse armi in cambio della Mini Cooper della moglie del terrorista.

Video: riepilogo delle drammatiche giornate di Parigi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

In Slovacchia né la polizia né il Ministero degli Interni hanno voluto confermare la cosa. Il ministro Kalinak si è limitato a dire «È un’indagine molto delicata, non posso dare particolari». Ha però annunciato che il suo dicastero sta preparando misure più severe contro la detenzione e il possesso di alcuni tipi di armi.

Già dai video interni del supermercato francese, ha scritto Novy Cas, si era potuto notare che Coulibaly teneva in mano un fucile d’assalto vz. 58 tipo Sporter Compact, prodotto in Repubblica Ceca fino a pochi anni fa, ma di per sé questo dato non diceva nulla. Secondo Euronews, la polizia slovacca avrebbe trovato traccia delle armi in una armeria nell’ovest della Slovacchia, dove sarebbero state acquistate legalmente, e poi trasportate prima in Belgio e successivamente in Francia. Si tratterebbe di armi depotenziate per il commercio legale (e l’uso fittizio in film o collezioni private), ma che sarebbero state in seguito riconvertite all’originario utilizzo militare. Per il loro acquisto non sarebbe necessaria alcuna licenza di porto d’armi, basta presentare una carta di identità che dimostri la maggiore età.

La riconversione di armi “smilitarizzate”, sebbene possibile, non sarebbe per nulla cosa semplice, e necessita il lavoro di un tecnico competente e attrezzature specialistiche non alla portata di tutti. Dopo la riconversione, scrive in un articolo il Telegraph, le armi sono tuttavia meno precise di quanto fossero in origine. Ma questo non sarebbe il caso della Slovacchia, perché le armi vengono disattivate senza danneggiare (come in Repubblica Ceca) la canna o il caricatore, dando la possibilità di riportarle alla piena operatività originaria.

Una relazione della Commissione europea del 2013 esprimeva preoccupazione per il proliferare di armi disattivate e riconvertite illegalmente per scopi criminali, suggerendo di cambiare le norme in modo da rendere la disattivazione irreversibile.

(La Redazione, Fonte Novy Cas, Euronews, Telegraph.co.uk)

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.