Ucraina, guerra e landgrabbing: terre svendute per coltivare OGM proibiti nell’Ue?

L’operazione finanziata dal gruppo del Fondo monetario internazionale, Erbd e Bankengruppe KfW? Più della metà della terra fertile dell’Ucraina già venduta a stranieri. Coinvolta Monsanto

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Mentre il mondo aspetta con il fiato sospeso di conoscere l’esito del cessate il fuoco entrato in vigore nel Paese sabato scorso, fa discutere l’interpellanza parlamentare presentata ormai da tempo al Bundestag tedesco dai parlamentari di Die Linke che accusano la Banca Mondiale e il FMI, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Ebrd) e Bankengruppe KfW  di approfittare del conflitto in Ucraina per finanziare l’accaparramento di terre da parte della Monsanto e piantare gli Ogm che non è possibile coltivare nell’Unione europea.

In una recente intervista all’agenzia stampa Rossiya Segodnya, Birgit Bock-Luna, capo ufficio stampa del deputato tedesco Niema Movassat, ha confermato che secondo Die Linke «il conflitto ucraino viene utilizzato per vendere delle terre a profitto dei grandi consorzi. I deputati che hanno firmato l’interpellanza di Niema Movassat, attualmente stanno raccogliendo e analizzando informazioni su questo dossier per renderle pubbliche». La  Bock-Luna ha spiegato che Movassat nella sua interpellanza al governo federale tedesco «suppone che la terra in Ucraina possa servire a coltivare degli OGM, colture vietate all’interno dell’Unione europea».

Grandi multinazionali come Monsanto starebbero quindi utilizzando il conflitto ucraino – ma la cosa è già accaduta in altri Paesi colpiti da disordini e crisi economiche – per fare landgrabbing, il tutto con i finanziamenti di istituti bancari che dovrebbero lavorare per lo sviluppo dei Paesi in crisi. Accuse pesanti, quelle della tedesca Linke, che dovranno essere verificate con attenzione.

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Foto marcofieber CC-BY-NC-ND

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