RS – Libia sì, Libia no. Frenata di Renzi | Le bombe del Cairo sull’Isis | Eurogruppo, la Grecia rompe

Prime pagine di oggi, martedì 17 febbraio 2015

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L’argomento Libia è protagonista assoluto sulle prime pagine dei quotidiani in edicola oggi, dalle quali i lettori possono oggi apprendere con sollievo che i titoli di ieri sullo Stato Islamico “a sud di Roma” erano leggermente sovradimensionati.

Il quotidiano torinese La Stampa da notizia, nel titolo, della “frenata” di Renzi sul possibile intervento in Libia, notizia arrivata ieri durante la direzione nazionale del PD (che tuttavia non ha molta eco sui giornali di oggi). A centropagina le notizie di economia europea, con lo strappo nelle trattative tra Grecia e Unione Europea e, di spalla, la notizia di cronaca della giornata di ieri: “C’è la prova: Yara salì sul furgone di Bossetti”. Il quotidiano laRepubblica, in materia di esteri e di Libia, corregge il tiro sul titolone di ieri ma non di molto, e rimette in allarme il lettore: “Tripoli: ‘Agite o l’Is arriva a Roma’ Renzi frena sull’intervento militare” è il complesso titolone del quotidiano del gruppo Espresso, che a centropagina torna sullo sblocco delle frequenze tv e sulla lotta tra Rai e Mediaset (una guerra che dura da oltre un ventennio); da leggere Bernardo Valli, nel suo editoriale “L’Occidente spera nel rais del Cairo”.

Il Corriere della Sera parla di “pioggia di bombe egiziane sull’Isis”, un tema che riprende anche l’ex diplomatico Sergio Romano nel suo lungo editoriale, e dedica tutta la prima parte del giornale sul dibattito “intervento in Libia, si o no”. A centropagina è la Grecia ad essere protagonista, con la bocciatura della proposta europea da parte del governo di Atene e l’ultimatum a decidere sul da farsi entro venerdì.

I quotidiani di centrodestra, sulla Libia, assumono posizioni tra il grottesco e l’incomprensibile: il giornale Libero titola “Renzi scappa, ci salverà l’Egitto”, criticando nel titolo e nelle sue pagine la decisione riflessiva del premier Renzi, che ha spento gli animi guerrafondai di intellettuali, parlamentari ed opinionisti italiani. A centropagina Maurizio Stefanini titola il suo pezzo: “E’ la terza guerra mondiale”. Il Giornale è invece molto più definitivo: “Arriva l’Isis, armiamoci”, un titolo che contiene numerosi errori (non esiste l’Isis in Libia, l’invito ad armarsi è decisamente incostituzionale) e che consegna al solito Berlusconi la fiaccola dello statista: “noi sulla Libia responsabili, attaccare Gheddafi fu un errore” avrebbe detto ieri l’ex premier.

Il Fatto Quotidiano fa la retromarcia più decisa rispetto alla posizione totalmente pacifista di ieri (quando sembrava inevitabile l’intervento militare in Libia): “La retromarcia su Tripoli”, accusando Renzi di un voltafaccia (l’ennesimo) sul possibile intervento (mai caldeggiato). A centropagina un’inchiesta molto interessante sulla pubblica amministrazione solleva un caso curioso in Molise: “Mai più senza la metro da 24 milioni”.

Il quotidiano ilmanifesto titola sulla rottura tra Grecia e Eurogruppo: “Eurotruppen”; il cappello del quotidiano comunista riguarda, immancabilmente, la Libia. Tornando ad un giornale di area centrodestra, il romano Il Tempo, qui la scelta editoriale è decisamente di rottura: un fotomontaggio con Renzi, Gentiloni, Pinotti ed Alfano vestiti da crociati, spada in mano, ed il titolo: “Parole crociate”, che criticano aspramente l’attendismo del governo sulla Libia.

Sul fronte dei mercati Il Sole 24 Ore di oggi apre con la rottura Bruxelles-Atene: “ultimatum sul piano Ue”. Le nuove soglie per il reato di falso in bilancio sono il secondo “protagonista tecnico” del quotidiano di Confindustria

Rassegna fiscale (a cura di Fiscal Focus)

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