Referendum: Matovic, facciamone un altro per ridurre il quorum

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Un nuovo referendum per abbassare il quorum di validità per i referendum. Questa la proposta di Igor Matovic, leader del partito Gente Comune (OLaNO), che già ha messo mano al progetto. L’affluenza di almeno il 50% degli elettori necessaria oggi, infatti, rende quasi certamente nulli tutti i referendum per lo scarso interesse nel voto degli slovacchi. È successo pochi giorni fa con il referendum sulla famiglia tradizionale, con appena il 21% degli aventi diritto che si sono recati alle urne. Ma del resto anche le elezioni politiche nazionali e locali (parlamento, presidenza, regionali e comunali) ottengono a fatica una quota pari alla metà dei votanti.

Se a livello nazionale le ultime parlamentari del 2012 hanno avuto una partecipazione del 59%, quelle dello scorso anno per il presidente della Repubblica hanno mostrato numeri più magri – il 43% al primo e il 50% al secondo turno. Molto peggio è andata per le elezioni regionali, che nel 2013 hanno visto alle urne appena il 20% al primo e il 17% al secondo turno. Le stesse comunali del novembre scorso, pur essendo in genere più “vicine” alla gente e alla loro vita quotidiana, non hanno superato il 48% di affluenza. Il capolavoro assoluto dell’elettorato slovacco è però riscontrabile nell’appuntamento europeo del maggio scorso, quando il paese si è distinto come il peggiore nell’intera UE: 13% di affluenza, record storico negativo.

Insomma, Matovic crede che sia il caso di abbassare il quorum (per i referendum), ma allo stesso tempo ne approfitterebbe per lanciare nel mucchio un po’ di domande, per sapere ad esempio cosa ne pensano gli slovacchi della corruzione. Per il momento si limiterà a fare alcune proposte pubbliche, e a vedere l’effetto che fa, e poi penserà a una vera e propria petizione per la raccolta di firme per sostenere il referendum.

A sostegno della sua idea, Matovic dice che non esiste un numero legale minimo per i referendum in Svizzera, ma anche in Finlandia, Spagna o Estonia. Allo stesso tempo, e con lui anche Lipsic di NOVA, vorrebbe abbinare i referendum a un’altra votazione, ad esempio le elezioni parlamentari, allo scopo di azzerarne i costi. Lipsic spinge per l’abbinamento alle parlamentari perché sono le uniche elezioni che fino ad ora hanno garantito una affluenza superiore al 50%. Cosa che a suo dire non necessita di un abbassamento del numero legale.

Tecnici ed esperti sono piuttosto critici rispetto all’idea di Matovic: pensano infatti che un altro plebiscito non farebbe che allontanare ancora di più il pubblico da questo istituto di democrazia diretta. Meglio invece dibattere la questione nelle aule della politica, dice Grigorij Meseznikov dell’Istituto per gli Affari Pubblici (IVO).

(La Redazione)

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