Presidente Kiska: dopo il referendum abbiamo un debito morale verso la comunità LGBT

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La discussione che ha portato al referendum di sabato, ha detto in una dichiarazione il presidente della Repubblica Andrej Kiska, ha mostrato come molti in Slovacchia non sanno cosa preoccupa la minoranza LGBTI, ciò che vuole e come vive. Il fatto che appena il 21,41% degli aventi diritto si siano recati alle urne (rendendolo in questo modo non valido) non significa che la questione non debba essere trattata per arrivare a delle risposte che la società ha l’obbligo di dare. La società, ha sottolineato Kiska, ha un debito di comprensione verso la comunità LGBTI, un debito che a suo parere «è aumentato dopo la campagna referendaria».

Nessuno può vantare una vittoria al referendum, ha ricordato il capo dello Stato riferendosi alle dichiarazioni di diverse parti in causa dopo il voto, soprattutto se si considera che la campagna ha portato a forti contrasti ed emozioni all’interno della società. Kiska ha espresso comprensione per coloro che non sono andati a votare, ma anche la scarsa indulgenza di chi invece è uscito di casa ed è andato alle urne, rimanendo poi sorpreso dai risultati.

Il presidente ha etichettato questa iniziativa come il “peggiore referendum” nella storia della Slovacchia, rimarcando le richieste e i commenti semplicistici, ingannevoli, insensibili e spesso sprezzanti in vista del voto, che in alcune discussioni pubbliche hanno passato il confine della decenza. Il solo fatto che la stessa comunità di cui si parla nel referendum non abbia potuto o voluto prendere parte a tale discussione non può certo essere visto come un fatto positivo, ha evidenziato Kiska.

Secondo Kiska, il referendum non avrebbe cambiato nulla: il matrimonio è già sancito da leggi e Costituzione come l’unione di un uomo e una donna, e sono vietate le adozioni di bambini da parte di coppie dello stesso sesso. Ma in Slovacchia, ha detto, ci sono coppie omosessuali in cui uno dei partner è il padre o la madre di un bambino, di cui si prendono cura in maniera esemplare: non dobbiamo permettere che nella nostra società prevalga un orientamento che sia ostile ai bambini di queste famiglie.

Il referendum sulla famiglia è il settimo referendum dichiarati invalidi in Slovacchia, su otto totali. Oltre il 90 per cento del quasi un milione di votanti ha risposto sì alle tre domande che riguardavano il matrimonio come univoco legame tra uomo e donna, il divieto per le coppie gay di adottare bambini e il diritto dei genitori di impedire che ai propri figli siano date lezioni di educazione sessuale ed eutanasia.

(Red)

Foto: da video LVavro/Youtube

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