Russia: nuove sanzioni dal Consiglio UE

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Il Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea (CAE), riunitosi ieri, ha ampliato le sanzioni contro la Russia dopo la strage di Mariupol dei giorni scorsi: si allungherà la lista di persone che si vedranno congelare gli asset finanziari (come depositi bancari) e revocati i visti per viaggiare in Europa. L’UE condanna fermamente il “bombardamento indiscriminato delle aree residenziali” e la nuova escalation dei combattimenti nelle aree di Donetsk e Luhansk, in spregio del cessate il fuoco sancito con gli Accordi di Minsk a settembre. L’Alto Rappresentante Federica Mogherini aveva convocato questa riunione d’emergenza dei Ministri degli Esteri degli Stati membri proprio dopo i fatti di Mariupol, per affrontare la preoccupante situazione sul campo e stabilire come avrebbe dovuto reagire l’UE.

Nuove sanzioni alla Russia

I Ministri UE notano con disappunto il crescente sostegno della Russia ai separatisti in Ucraina orientale: per questo motivo, le sanzioni nei confronti di importanti personalità e settori dell’economia russa, già in vigore da luglio 2014, verranno ulteriormente ampliate. Innanzitutto, le misure già in vigore sono state estese fino a settembre 2015. Inoltre, il Consiglio dà mandato all’Alto Rappresentante Mogherini e al Servizio Europeo per l’Azione Esterna di stilare entro una settimana nuove proposte di misure restrittive, da approvare al prossimo Consiglio Affari Esteri del 9 febbraio.

Obiettivo delle misure adottate è sempre quello di spingere la Russia a concludere una volta per tutte il proprio coinvolgimento attivo, sebbene non ufficiale, in Ucraina. Non solo: il Consiglio intima a Mosca di esercitare la propria influenza sui separatisti perché rispettino il cessate il fuoco.

Ritiro delle truppe e controffensiva mediatica in Ucraina

Tutte le parti sono poi chiamate al ritiro delle truppe “illegali e straniere”, di combattenti e mercenari (ma è evidente che il riferimento sia nuovamente a Mosca), a liberare tutti gli ostaggi e a permettere il monitoraggio del confine russo-ucraino a personale dell’OSCE. Preoccupa poi la situazione umanitaria nel Donbas: l’UE rilancia il proprio impegno finanziario e nel frattempo chiede al governo ucraino di procedere con il ricorso alla Corte Penale Internazionale per appurare eventuali violazioni dei diritti umani.

Una delle novità dell’ultimo CAE riguarda poi il lato della comunicazione: da più parti infatti è stato denunciato l’uso spregiudicato della propaganda da parte dei canali TV di lingua russa, anche nei territori al centro della crisi. L’UE mira ora a controbattere, con un rinnovato sforzo di “comunicazione strategica”. I Ministri UE concordano addirittura sulla possibilità di sviluppare una squadra di lavoro ad hoc per correggere la disinformazione di origine russa a proposito delle posizioni e politiche europee.

La Grecia vota le sanzioni

La vigilia del vertice era stata agitata dalle incertezze circa la posizione del nuovo governo greco guidato da Alexis Tsipras. Nei giorni precedenti, infatti, diversi segnali facevano presagire un nuovo posizionamento della Grecia sullo scacchiere europeo, con un netto avvicinamento alle posizioni russe. Dopo l’incontro nel giorno dell’insediamento del governo Tsipras fra lo stesso premier e l’ambasciatore russo ad Atene, si era scatenata la polemica fra Bruxelles e Atene.

In seguito alla dichiarazione dei capi di Stato e di governo che condannava la strage di Mariupol, da Atene si erano alzate voci critiche. Ci ha poi pensato il Ministro dell’Economia Yanis Varoufakis sul suo blog personale a ridimensionare lo scontro, affermando che le perplessità del governo greco non riguardavano le sanzioni in sé, ma la mancata consultazione del nuovo esecutivo.

Qualche incomprensione deve esserci però stata: Federica Mogherini ha infatti voluto ringraziare “tutti i Ministri” per la discussione responsabile, dopo che il Ministro greco Nikos Kotzias aveva anticipato un dibattito franco per non creare una frattura fra UE e Russia. La Mogherini ha voluto mettere a tacere ogni voce di possibili divisioni nell’UE, sottolineando l’unità dimostrata dall’UE approvando le sanzioni all’unanimità. “Non posso dire di essere felice delle sanzioni: ma sono felice di aver mantenuto la nostra unità, che è la nostra forza”.

(Luca Barana, via RivistaEuropae.eu)

Foto Sasha Maksymenko CC-BY-NC

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