Ttip, l’accordo dalle mille teste

Il Ttip è un “living agreement”: una volta fissati i parametri iniziali, assume una vita propria. Al di fuori del controllo democratico.

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La Commissione europea sta preparando l’ottavo round di negoziazioni sull’accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea (Ttip). La data è fissata tra il 2 e il 6 febbraio 2015. È da circa un anno che si parla di Ttip. L’accordo commerciale è stato fortemente sostenuto dalla maggior parte dei governi ed è stato altrettanto fortemente contestato dalla società civile. I nodi sui quali media, associazioni, think tank e ong si sono concentrati sono tre.

Innanzitutto, centro nevralgico del problema, è stato criticato il rischio dell’armonizzazione degli standard tra Stati Uniti e Unione europea. Gli esempi di una convergenza normativa indesiderata, ormai quasi sacralizzati dai media, sono la carne americana agli ormoni, gli Ogm, il pollo lavato al cloro, ecc. In secondo luogo, suscita preoccupazioni l’opacità delle negoziazioni. Infine, è stato accolto con preoccupazione il progetto di includere nelle negoziazioni un capitolo relativo alla protezione degli investimenti, che permetterebbe alle multinazionali di fare causa direttamente a uno stato tramite un tribunale istituito ad hoc.

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Foto campact CC-BY-NC 

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