L’arma a doppio taglio delle sanzioni alla Russia

Secondo diversi analisti il pacchetto di sanzioni recentemente approvato produrrà nel breve e nel lungo periodo effetti negativi sia sull’economia Russa che su quella Europea

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La Russia è uno dei principali partner commerciali dell’Italia. Concentrate prevalentemente nei settori della meccanica, della moda, dell’arredamento e dell’alimentare, le importazioni dall’Italia sono al quarto posto per quel che riguarda le dimensioni dei flussi di beni in entrata verso la Russia. Nel solo 2013, ad esempio, l’esportazione dall’Italia di semilavorati è cresciuta del 10,4% ed il totale dell’export italiano ha superato i 10 miliardi di euro (Fonte ICE, Ministero dello Sviluppo Economico). Si tratta, per la maggior parte, di beni a medio ed alto contenuto tecnologico e, dunque, ad alto valore aggiunto per l’economia esportatrice. Anche il trend delle importazioni verso l’Italia, che dalla Russia significano principalmente beni legati al comparto energetico, ha mostrato una tendenza crescente nel periodo compreso tra il 2009 ed il 2013 fino alla recente introduzione delle sanzioni economiche da parte della UE nel 2014.

Dato il contesto che si è tentato brevemente di delineare, l’attuale situazione di crisi tra l’Unione Europea e la Russia e, in particolar modo, le sanzioni ripetutamente votate dagli organismi comunitari a Bruxelles, sembrerebbero meritare un analisi attenta relativamente all’impatto che queste potrebbero produrre sia nel paese oggetto delle sanzioni stesse che nell’area che le sta comminando, la UE. In questo articolo si propongono, in estrema sintesi, i risultati di alcune analisi di recente pubblicazione, tese a quantificare l’impatto delle sanzioni nei confronti della Russia (A. Shirov et al, 2014 –Institute for Economic Forecastign; V. Gligorov, 2014 WIIW). La gran parte degli analisti che tradizionalmente si occupano delle relazioni economiche Eurasiatiche affermano che il pacchetto di sanzioni recentemente approvato produrrà, in modo differenziato nel breve e nel lungo periodo, effetti negativi sia sull’economia Russa che su quella Europea. Nonostante questo, la tendenza dei media è quella di enfatizzare la necessità politica delle sanzioni trascurando in molti casi l’approfondimento delle loro conseguenze economiche. Conseguenze che, peraltro, potrebbero verosimilmente influire sul livello di tensione tra i due blocchi, esacerbando gli animi e rendendo più complicata una risoluzione politica e pacifica della crisi in atto.

Leggi il resto dell’articolo di Dario Guarascio su Sbilanciamoci.info.

Foto Yan Boechat CC-BY-NC

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