Anche la NASA interessata agli studi slovacchi sul mantello di invisibilità

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La ricerca del team del Dipartimento di Elettrotecnica dell’Accademia Slovacca delle Scienze (SAV) di Bratislava relativa al cosiddetto mantello di invisibilità magnetica, che fece scalpore quando venne resa pubblica nel 2012, continua, tra l’altro, anche con una cooperazione con la NASA. L’annuncio è avvenuto il 19 gennaio a Bratislava, alla presenza di Fedor Gömöry e Mykola Solovyov del Dipartimento di Elettrotecnica, al quale è intervenuto anche Yoh Nagasaki dalla NASA.

Il team di scienziati della SAV ha attirato l’attenzione non solo del mondo scientifico, quando nel marzo 2012 è stato in grado di costruire il mantello della cosiddetta invisibilità magnetica. Si tratta di un oggetto che i rilevatori di campo magnetico non sono in grado di rilevare e che consente a qualsiasi materiale magnetico celato al suo interno [come un organismo vivente, ndr] di rimanere altrettanto invisibile.

Per lavorare sull’idea maturata, i ricercatori hanno ricevuto un finanziamento dell’Agenzia per la ricerca e lo sviluppo (VEGA), e il progetto è partito nel mese di ottobre 2013. Alla conferenza stampa, Gömöry, che si occupa in particolare di ricerca e applicazioni dei superconduttori, ha sottolineato che, nonostante si tratti di una ricerca di base, si sono riscontrate diverse citazioni scientifiche dello studio nel mondo, a conferma della realizzazione anche nella pratica.

Come ha spiegato Solovyov, ad esempio i ricercatori della Nanjing University (Cina) hanno applicato questo approccio al problema dello studio di una protezione contro la corrosione chimica delle aste metalliche, altri scienziati presso l’Università di Singapore si sono dedicati a migliorare le proprietà del guscio termico, quando si utilizza la variante a più strati di proprietà diverse. Scienziati tedeschi dell’Istituto di Tecnologia di Karlsruhe hanno applicato le conoscenze acquisite dalla ricerca di SAV per esaminare le proprietà del mantello esposto alla luce in ambiente diffuso.

Gli scienziati del Dipartimento di Elettrotecnica hanno compiuto ulteriori progressi con l’aumento delle dimensioni dello spazio di schermatura interna ed estendendone la funzionalità dalla corrente continua a quella alternata. Questi risultati hanno acceso l’interesse presso dei colleghi della NASA, in particolar modo dell’Ames Research Center in California, che studia l’impatto dei campi magnetici sugli organismi viventi. Il gruppo ha deciso di cooperare per realizzare un guscio magnetico in cui potrebbero essere posti gli animali da laboratorio. La ricerca NASA in questo campo affronta la questione di come il campo magnetico terrestre influenzi il corso dei processi biologici e quali effetti potrebbe provocare nel corpo umano la sua assenza in caso di una lunga permanenza nello spazio.

Il primo passo di questa cooperazione informale tra gli scienziati slovacchi e quelli statunitensi è stata la permanenza trimestrale presso la SAV di uno studente di dottorato della NASA, Yoh Nagasaki, allo scopo di lavorare congiuntamente a procedure di verifica sperimentali delle capacità di schermatura magnetica del mantello.

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Nel corso della sua ricerca Gömöry ha trovato che l’invisibilità è possibile combinando magnetismo e superconduttori, e i suoi esperimenti, diversamente da quelli di altri suoi colleghi in giro per il mondo, lo hanno dimostrato con materiali di comune reperimento e tecniche ordinarie, senza ricorrere a super-materiali inaccessibili ai più ed estremamente costosi. L’esperimento pubblicato nel 2012 sulla rivista Science è stato fatto con un piccolo cilindro composto di due strati concentrici – quello interno di materiale superconduttore che respinge i campi magnetici, e quello esterno in materiale ferromagnetico che li attrae – le cui proprietà possono di fatto nascondere alla vista l’oggetto stesso. Il magnetismo devia le onde elettromagnetiche che compongono la luce, e i superconduttori le “raddrizzano”. In questo modo si ha l’impressione che la luce attraversi naturalmente l’oggetto e che non ci sia assolutamente nulla da vedere. In sostanza, il materiale ferromagnetico (dotato di magnetismo permanente) e i superconduttori creano uno spazio senza magnetismo. Unici limiti, al momento, sono le piccole dimensioni degli oggetti occultabili (il cilindro è di appena 12,5 centimetri di diametro), e il fatto che l’esperimento è stato svolto a una temperatura di -196° C, non esattamente alla portata di tutti.

(Fonte SAV.sk, a cura di Luciano Rossi, La Redazione)

Foto sopra (illustrativa) andresthor CC-BY-BY-NC-SA, sotto SAV.sk

1 comment to Anche la NASA interessata agli studi slovacchi sul mantello di invisibilità

  • Claudio bertoncini

    A chi lo compriamo, a Berlusconi o a Renzi? A Brunetta o a Dalema? A Grillo o alla Santanchè? Ci vorrebbe un magazzino intero. Che Dio ce la mandi bona e senza vento.

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