IMPRESSIONI. Come gli italiani vedevano la Slovacchia – L’angolo di Michaela

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Quali sono le primissime impressioni che rimangono nella mente dalla visita o soggiorno in un paese? Oggi condivido con voi il “TOP 10” delle impressioni sulle cose strane, buffe, non comprensibili che gli italiani hanno memorizzato in Slovacchia, negli ultimi 25 anni. [Ndr: in gran parte queste impressioni risalgono tra gli anni ’90 e i primi anni 2000]. Grazie a tutti quanti hanno condiviso con me questi ricordi!

1/ Città illuminate e cartelloni pubblicitari (primi anni ‘90)

La notte le città sono illuminate a giorno, con neon gialli. Non si vede un’anima viva in giro. Mancano le indicazioni di qualsiasi attività commerciale o albergo, al massimo è indicato il centro e la stazione ferroviaria. Per trovare il tuo albergo devi pagare un tassì che ti ci accompagna, pagamento anticipato.

Cartelloni pubblicitari? È facile: non ci sono proprio. Davanti agli occhi si snoda il paesaggio, la città, senza alcuna deturpazione dovuta ai cartelloni. Come fanno gli slovacchi a sapere che devono bere La Bibita e usare Lo Shampoo se nessun cartellone glielo ricorda ogni giorno?

2/ Benvenuti gli stranieri dell’Ovest (primi anni ‘90)

Gli alberghi dispongono di due listini prezzi: uno per gli slovacchi e gli abitanti dei ”paesi dell’Est”, il secondo per tutti gli altri che provengono dai “paesi ricchi”. Il secondo listino riporta prezzi doppi del primo. Non si tratta di una truffa: è un listino ufficiale per gli stranieri dell’Ovest, autorizzato dallo stato. Rassegnatevi, finché vi presentate con un passaporto italiano, è inutile discutere.

3/ Caffè: una storia a parte (primi anni ‘90)

Volete vedere un italiano disperato di mattina presto? Teletrasportatevi in Slovacchia [vent’anni fa, ndr] e osservate cosa succede quando il nostro eroe chiede la mattina “un caffè piccolo”: gli viene servito un bicchierone di caffè turco. Quando non protesta tanto per il sapore o i sedimenti (che non vanno ingollati) ma ribadisce la sua richiesta esatta di “un caffè piccolo”, il cameriere – dandogli dell’ignorante nella sua lingua piena di consonanti – prende una tazza pulita e davanti al nostro eroe ci travasa un po’ di caffè dal bicchierone: il “caffè piccolo” è servito!

4/ Caldo, troppo caldo

Caldo caldissimo, ma non perché siamo in piena estate: caldo caldissimo perché d’inverno nei paesi ex socialisti si accende il riscaldamento, eccome! L’aria negli alberghi è irrespirabile, bisogna aprire la finestra facendo entrare l’aria gelida – che di notte non di rado scende sotto i -15°/-20°C – ma solo se si è fortunati e le finestre non sono bloccate. Così non ci si preoccupa neanche per come dormire su quei letti che non conoscono né la rete né le doghe, il materasso appoggia su un piano di legno e vi sembra di dormire su una tavola; così non ci si preoccupa per i piumoni che sostituiscono le amate lenzuola e le coperte, e vi trovate sempre con un piede fuori o con la schiena scoperta; non ci si preoccupa perché si pensa solo al caldo soffocante, all’aria irrespirabile tanto è secca, e si desidera ardentemente che la notte passi presto o che arrivi la primavera.

Il caldo assurdo lo trovate anche negli uffici, quelli postali inclusi: gli impiegati portano le scarpette o le ciabatte, stanno seduti dietro gli sportelli in maniche corte, mentre voi, facendo la fila, vi state lentamente sciogliendo: dopo aver tolto il berretto di lana, i guanti, la sciarpa, il cappotto e la giacca continuate ancora a sudare: la maglietta della salute (in pura lana extravergine) si sta vendicando. Gli slovacchi vi guardano in modo strano: loro stoicamente sopportano il caldo e il freddo, sembrano non farci caso più di tanto. Avendo sbrigato la questioni, uscite di nuovo all’aria gelida e sperate solo di non prendere una bronchite: la schiena sudata, i capelli sudati, il viso rosso, il nervosismo alle stelle fanno da covo ai batteri in agguato!

Se avete l’occasione di frequentare o visitare una scuola, vi accorgete presto che TUTTI i bambini si cambiano le calzature quando entrano nella scuola (lasciando le scarpe “da esterno” negli appositi spazi o armadietti, almeno durante i mesi invernali). Fa però veramente impressione vedere al liceo la temibile PROF che al posto delle décolleté indossa le ciabatte, che ricordano quelle della nonna!

Bratislava-Petrzalka(panoramio)

5/ “Cubismo” in fiore

La prima cosa che colpisce l’occhio entrando a Bratislava, sono i “palazzoni comunisti”. In ogni città c’è una zona residenziale con le case „dei ricchi“ dell’epoca socialista: si presentano come dei cubi perfetti, con dei tetti piatti. Sono le villette a schiera socialiste. Anche i negozi sono a cubo, i palazzi con gli uffici, gli alberghi. I negozi sono inseriti nelle costruzioni a cubo, spesso non hanno nessuna vetrina, solo un’entrata: si sviluppano in profondità. I blocchi quadrati di case residenziali a molti piani che coprono grandi territori, li chiamano sídlisko. Nessun condominio dispone di portineria o di porte blindate, tanto meno di garage: le macchine si parcheggiano all´esterno. Tutti gli appartamenti sono sempre ammobiliati di cucina, versione base base (con forno ma senza frigorifero). Il bagno si divide in due spazi separati: kúpeľňa è la parte con vasca (raramente doccia) e lavandino, záchod è il WC. Il bidet è sconosciuto. La carta igienica è di colore naturale tendente al marrone, con aspetto ruvido, e ha una particolare caratteristica: è leggermente elastica. Il vantaggio di vivere in questi condomini è che l’acqua calda è centralizzata perciò ce n’è sempre e in abbondanza; anche il riscaldamento è centralizzato ma si accende solamente quando la temperatura media scende sotto il livello prestabilito, per un periodo prestabilito.

Il colore prevalente delle costruzioni socialiste è il grigio. Grigio del cemento, grigio della polvere, grigio dell’anonimato. Grigio dell’usura, della stanchezza. Grigio è anche il colore della mente che non sogna più.

6/ Gli slovacchi non portano gli ombrelli

Quando attraversate la città in macchina, in una simpatica giornata di quelle plumbee cariche di pioggia e di vento da nord-ovest, scoprirete che pochi slovacchi girano con un ombrello. Se volete scoprirne il motivo, non serve che glielo domandiate: è sufficiente scendere dalla macchina e fare cento metri a piedi, con il vostro fedele ombrello italiano. Vi assicuro che il vostro ombrello si sarà rovesciato, rotto e forse anche trasformato in brandelli, e voi sarete bagnati fradici. Ovviamente non avrete pensato di tirare su il cappuccio del giaccone, come fanno gli slovacchi che da anni hanno rinunciato all‘ombrello!

7/ Si mangia

I ristoranti servono da mangiare a qualsiasi ora del giorno. Come primo c’è sempre la minestra o il brodo, e solo grazie alla nascita dei ristoranti italiani in Slovacchia gli italiani lì soggiornanti possono soddisfare il loro assoluto bisogno di pasta. Si mangiano poche verdure, tanta carne, tante patate. Potete vedere mangiare un piatto dolce come portata principale: non vi preoccupate, è del tutto normale, fa parte della regolare dieta slovacca. Le fette del pane che mangiate vi verranno conteggiate e riportate sul conto. Una bottiglietta di acqua minerale costa spesso più che un piatto di minestra. Non chiedete dell’olio extravergine se non siete in un ottimo ristorante o in un ristorante italiano: non ve lo porteranno.

8/ Amanti delle cerimonie e dei festeggiamenti solenni

Gli slovacchi adorano festeggiare: al lavoro si festeggiano tutti gli onomastici e tutti i compleanni importanti. Per i 50 anni fanno una festa che non finisce più, con tanto di bicchiere commemorativo e discorso solenne: aver raggiunto i cinquant’anni vuol dire essere arrivati. A fine corsa. Quasi in pensione. L’età migliore per un italiano è considerata l’età di „mettiti seduto che sei già vecchio“ per gli slovacchi. Bisogna dimostrargli il contrario, altrimenti non ci credono!

9/ Quasi un lungomare

Se viaggiate d’estate, potete vedere delle persone (uomini e donne) vestiti in soli costumi che prendono il sole davanti a casa, gli basta un metro quadro d’erba. Oppure li vedete zappare i campi o raccogliere le verdure, abbronzati all’inverosimile. Gli slovacchi non hanno il mare e di sole ne hanno molte meno ore che in Italia, e questo è il loro modo per aggiudicarsi un po‘ di tintarella. Non siate troppo severi con loro.

coda-uffic-pubbl-amminist_(szymon-CC-BY)

10/ Le code

Gli slovacchi sono storicamente abituati a fare le code, come tutti gli abitanti dei paesi ex socialisti.

Il loro modo di aspettare il loro turno in coda è davvero straordinario e turba molto gli italiani: come si fa a fare la coda senza spintonarsi e non cercando di arrivare primo? La coda ordinata, tranquilla, che si snoda per metri senza che nessuno si agiti, è uno spettacolo.

Nel prossimo numero: la lista di “TOP 10” delle impressioni alla rovescia – le cose che più hanno colpito gli slovacchi in Italia.

(Michaela Sebokova Vannini – vedi il suo sito Cucinare Scrivendo)

Foto: 35.smyrna CC-BY, Panoramio.com, Szymon CC-BY

8 comments to IMPRESSIONI. Come gli italiani vedevano la Slovacchia – L’angolo di Michaela

  • Fabrizio Rivelli

    Ho letto questo articolo delle Top 10 impressioni che gli Italiani hanno della Slovacchia, nessuno è rimasto colpito dalla pulizia del paese, dall’educazione delle persone e dalla tranquillità dei posti . Io ho avuto modo di passeggiare per Bratislava di notte per tornare a casa dal centro ho attraversato il
    Ponte verso Petržalka. Sia in inverno che in estate . Comunque io ho avuto ed ho una bellissima impressione di Bratislava . Mi piace e lo dico da Romano. È una città dove vivrei , la bellezza del Danubio poi …
    Un caro saluto e grazie seguo sempre i vostri numeri con attenzione
    Fabrizio Rivelli

  • Michaela Sebokova Vannini

    Gentile Lettore,
    grazie per il suo intervento. Non posso non darle ragione, ma, vede, dalle decine di impressioni ed episodi raccontatomi ho cercato di sceglierne dieci che più potevano far sorridere i lettori.
    Se dovessi riproporre le Top 10 impressioni nella versione “seria”, senza intenzione di divertire, assolutamente ci sarebbero incluse le voci quali “povertà dignitosa”(anni 80),”semplicità”, “educazione”, “rispetto delle regole”, “pulizia”.
    Sono convinta che i visitatori della Slovacchia possano ancora oggi costatare che questo non sia affatto cambiato.
    La Redattrice

  • susanna

    Sono d’accordo con Fabrizio Rivelli che è rimasto colpito dalla bellezza di Bratislava,e altro…Ma non trovo giuste alcune informazioni sulla Slovacchia in quanto non vengono interpretate con riguardo alla diversa tipologia geografica e culturale tra la Slovacchia e l’Italia. A proposito del caldo. La Slovacchia è paese di neve , quindi usanza avere il caldo ambiente interno è in tutti paesi nordici, non solo in Slovacchia e invito a viaggiare di più per verificare. In quanto in Italia spesso si trova la stanza dell’ albergo durante il periodo invernale gelida e bisogna chiedere di accendere il riscaldamento.Non ho mai visto negli alberghi due listini prezzi e sono di questo paese e io vorrei lo sconto , ma non lo pratica nessun albergo. Le pantofole? Usanza dei paesi nordici, dove durante il periodo invernale la neve non si porta nelle stanze e nelle aule di scuole e la trovo molto giusta Negli ambienti di casa si usano i tappeti che si mantengono così più puliti . Il bidè manca nelle strutture più vecchie in quanto in tutti paesi nordici europei compresocosi anche in Francia (non solo in Slovacchia )non era conosciuto qualche anno fa. Case grige? Sono strutture popolari che esistono anche in Italia.. Lo Stato le dava gratis ai cittadini, attrezzandole con le cose più importanti quindi la prego di non criticare cose che fine ad oggi sono molto più evolute rispetto all’Italia. Il caffè lungo americano è un usanza della Slovacchia. In Italia non lo sanno fare , magari ti fanno al massimo l’espresso allungato.Comunque oggi il caffè espresso si trova in tutti locali, magari non ha proprio il gusto del caffè espresso Italiano, ma cè.
    Non trovo giusto appuntare di un paese solo le diversità e farli apparire come difetti.. In paese che vai, usanza che trovi , o ti adegui o rimani nel tuo paese.Un saluto Susanna

  • Redazione

    Nota per i lettori: Il commento di Susanna è stato scritto prima della pubblicazione della risposta di Michaela, che era precedente di alcune ore. E’ possibile che con quella risposta la reazione di Susanna sarebbe stata diversa… (La Redazione)

  • roberta

    Carino l articolo! Io la Slovacchia l’ho cominciata a conoscere da un anno circa ma ci son stata gia tre volte. Alcune cose non son più così. Ad esempio di cartelloni pubblicitari ce ne sono tanti e le case stile comunista non son più grige ma decorate con rigoni di colori vivaci. E non mi risulta che ci siano doppi listini prezzi. ..ma forse perché io non sono mai andata in un locale per turisti ma sempre in posti frequentati da slovacchi.vero si mangia tanta buona carne tante patate poca verdura e minestre deliziose.io però sono innamorata degli halusky con la sublime bryndza!!! Il caldo insopportabile negli alberghi lo confermo! Da dover aprir la finestra! !! Le file ordinatissime nei negozi sono stranissime per noi italiani ma mi hanno sorpresa molto piacevolmente!..le cose strane che ho notato io sono ad esempio il fatto che nei locali si possa fumare e alla fermata dell autobus invece no..oppure che si può fumare nel locale ma quando c’è un gruppo cche suona dal vivo si deve spegnere la sigaretta…le città sono pulitissime e nelle toilett dei locali ci puoi fare il bagno da tanto son pulite ..perfino i bagni delle autostrade profumano!! Ma la cosa che mi ha colpito di più della Slovacchia è che, oltre ad avere città e paesaggi bellissimi , è popolata da gente stupenda, sempre dispinibili e se solo fai un minimo sforzo per dire loro due parole in slovacco allora ti adoreranno e ti accoglieranno tra loro e nelle loro case …adesso smetto se no mi viene nostalgia e troppa voglia di tornare!!!

  • Michaela Sebokova Vannini

    Gentile Lettrice,
    La ringrazio per il suo intervento veramente sentito. Il mio articolo è una “raccolta di ricordi” di cui alcuni pescano nei primissimi anni ’90. Le case sono state ridipinte, i cartelloni apparsi, i doppi listini negli alberghi appartengono al periodo socialista e post-socialista e non esistono più.
    Vorrei aggiungere due parole per quanto riguarda la sua esperienza di essere apprezzata per aver cercato di comunicare in lingua slovacca. Gli Slovacchi sono delle persone pacifiche, non hanno le manie di superiorità o di grandezza e sono abituati a dover imparare le lingue per comunicare con il mondo fuori dalle frontiere del loro piccolo ma bellissimo paese. La maggior parte di loro trova assolutamente incredibile che qualcuno voglia imparare proprio la LORO lingua, per comunicare meglio e direttamente con gli slovacchi. Rendendosi conto che le lingue slave non sono proprio facilissime da imparare, ogni sforzo del genere è veramente apprezzato. Non preoccupatevi di non parlare correttamente, nessuno vi deriderà, al contrario: cercheranno di capirvi, vi aiuteranno a trovare le espressioni giuste, magari ci offriranno una birra o la loro amicizia.
    L’Autrice

  • Sylvia

    Veramente a vedere i bambini italiani che vanno a scuola elementare vestiti maschi e femmine in quei ridicoli grembiuli uniformi con pantaloni da tuta e scarpe da ginnastica mi viene molto piu da ridere che del fatto che i nostri si cambiano le scarpe per motivi igenici. Per non parlare poi del catastofico livello d`instruzione, ma questo e un `altra storia. Per italiani siamo stupidi noi slovacchi peche in coda non cerchiamo di imbrogliare ‘all`italiana’ 😀

  • fancesco

    Salve a tutti gli amici italiani,slovacchi,francesi,ecc..ho
    viaggiato e conosciuto l europa..ma perche stiamo sempre a criticare
    gli altri e il nostro paese o gli altri e i loro abitanti,vivi e lascia vivere…ma una cosa mi e chiara che critichiamo tanto la nostra stupenda terra quando invece ono quei bastardi che la governano e che la fanno sfigurare anche se noi italiani ci mettiamo del nostro ma e chiaro che gli altri non siano tanto meglio di noi e
    comunque ogni mondo e paese,paese che vai usanze usanze che trovi.
    ciao a tutti da fra,un vero italiano…understaind

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