Je suis Jan Palach

Era il 16 gennaio 1969, quando uno studente di Praga si diede fuoco in Piazza San Venceslao, per protesta contro l’invasione sovietica.

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A gennaio fa sempre freddo dalle parti di Praga. L’umidità sale dalle anse della Moldava, si arrampica sulle pietre antiche dei ponti, abbraccia il vento gelido che scende dai monti boemi e forma una patina di brina sulle statue severe del Ponte Carlo. Qualche volta scende giù un nevischio bagnato, tanto per rendere ancora più sbiadita e magica l’immagine da cartolina del vecchio castello che dall’alto domina il centro storico. Non è neve bianca e candida, è proprio nevischio. Pesante, grigio, duro. Faceva freddo anche quel gennaio del 1969. Tempo da lupi. Tempo da rimanere al caldo sotto le coperte e al diavolo la rivoluzione, la speranza e la protesta. Tanto più che Praga è così bella anche quando è triste e quasi invita ad abbandonarsi malinconici a quel grigiore ovattato, all’umido che sale dal fiume e alla brina che si deposita sulle statue severe del Ponte Carlo.

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Foto alberto r. motterle CC-BY-NC

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