La Francia piange i suoi morti. Robert Fico alla marcia a Parigi, slovacchi solidali coi francesi

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Vasta è stata anche in Slovacchia l’eco dei fatti di Parigi che hanno visto la capitale francese in una morsa di terrore per tre giorni la settimana scorsa, in seguito alla strage presso il settimanale satirico Charlie Hebdo del 7 gennaio. Unanimi le condanne da parte dei politici in Slovacchia e le manifestazioni di solidarietà con la Francia.

Il Primo ministro slovacco Robert Fico ha partecipato alla marcia di domenica 11 gennaio, affiancando molti altri leader del mondo occidentale, ma anche dei paesi arabi moderati. Fico ha sottolineato la solidarietà espressa nella marcia contro il terrorismo a Parigi, che, ha detto, è stata così grande da superare il numero di coloro che hanno festeggiato la liberazione della capitale francese nel 1944. È stata «una esperienza commovente, una marcia pacifica di tale massa è la migliore risposta ai tragici eventi occorsi», ha detto. Nella manifestazione a Parigi i diversi capi di governo presenti si sono parlati, mettendo la lotta contro il terrorismo al primo posto nella discussione del prossimo vertice del Consiglio europeo, ha aggiunto Fico.

E mentre il Presidente della Repubblica Andrej Kiska mandava il 7 gennaio un telegramma al suo omologo Francois Hollande piangendo i 12 morti di cui 10 redattori e caricaturisti, il lunedì successivo il Ministro degli Affari Esteri ed Europei Miroslav Lajcak si è recato presso l’Ambasciata di Francia in Slovacchia per lasciare sul libro di condoglianze (esposto al pubblico all’Istituto Francese) la scritta «Anche io sono Charlie; e siamo tutti la Francia», rinnovando così il motto “Je suis Charlie” già visto sulle strade a poche ore dall’attacco omicida al giornale. L’Ambasciatore Didier Lopinot ha ringraziato gli slovacchi per aver partecipato a tre raduni spontanei che hanno avuto luogo di fronte all’Ambasciata francese a Bratislava dopo gli attacchi.

Sempre Lajcak ha detto domenica in un programma televisivo di discussione politica che il multiculturalismo, così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi, ha evidentemente fallito, se ci sono comunità «in Francia, Germania e Scandinavia che non si sentono di far parte della società, che si sentono ai margini e credono di non avere le stesse opportunità degli altri cittadini. Il risultato è la radicalizzazione di certi elementi e il bisogno di esprimere il loro disagio con atti di terrorismo». È necessario «essere più attenti a chi si lascia entrare sul nostro territorio», ha detto il ministro, secondo il quale, le radici di quanto sta accadendo sono economiche e sociali, tradotte in «frustrazione di individui che sono facili da manipolare».

La follia terroristica di Parigi ha lasciato a terra 17 vittime, con diversi feriti, alcuni ancora in condizioni critiche.

Nel frattempo, l’ultimo numero della rivista Charlie Hebdo, che dalle solite 60mila è stato stampato in 3 milioni di copie (che diventeranno 5 milioni) in decine di lingue a causa dell’enorme interesse in diversi paesi, sarà disponibile anche in Slovacchia da oggi 16 gennaio presso edicole selezionate al prezzo di 6 euro.

(Red)


Foto Duc CC-BY-NC-2.0

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