SDKU: il crollo di un grande (una volta) partito

sdku-ds

L’Unione slovacca cristiana e democratica (SDKU-DS), partito nato alla fine degli anni ‘90 che ha avuto i fasti di tre Primi ministri (due volte Mikulas Dzurinda, tra il 1998 e il 2006, e Iveta Radicova in un mandato finito anticipatamente nel 2012 dopo appena due anni di governo) è da tempo affetto da una grave emorragia interna dovuto alla fuga di numerosi politici, anche di primo piano, che contestano la linea del suo attuale presidente, il governatore della Regione di Bratislava Pavol Freso. Proprio pochi giorni fa, Freso, riconfermato capo del partito in un recente congresso sconfiggendo la fronda interna, ha esortato tutti i membri che stanno pensando di lasciare a farlo al più presto possibile.

La dichiarazione di Freso è arrivata dopo che nell’ultima settimana il partito ha perso alcuni altri membri di rilievo, tra cui gli ex vicepresidenti Martin Fedor e Viliam Novotny, l’ex Ministro dell’Istruzione Eugen Jurzyca, ed i responsabili regionali di SDKU a Bratislava e Banska Bystrica.

Nel suo discorso all’apertura di una riunione della direzione del partito, Freso ha detto di voler riportare stabilità all’interno della formazione politica entro la fine dell’anno, e le voci di defezioni degli ultimi mesi hanno fatto più male tra gli elettori che non le vere e proprie fughe, ha sottolineato. La crisi del partito, iniziata con il caso Gorila, il presunto scandaloso intreccio di relazioni tra politica e affari (gestiti dal gruppo finanziario Penta) in cui finì l’ex Premier ed ex presidente del partito Mikulas Dzurinda alla fine del 2011. Pur facendo riferimento a presunte intercettazioni dei servizi di intelligence degli anni 2005-2006, il dossier – di cui ancora non è stata confermata la veridicità ma che secondo diversi esperti è degni di credibilità – fu pubblicato su internet prima del Natale 2011, a pochi mesi dalle elezioni anticipate del marzo 2012 dove il partito socialdemocratico Smer fece l’en plein con la maggioranza assoluta in Parlamento e un nuovo governo monocolore. In quella occasione ci fu il crollo di SDKU, che da primo partito di destra si ritrovò in una posizione di rincalzo, perdendo non poca della propria influenza e passando il testimone di ‘bandiera’ dell’opposizione ai cristiano-democratici (KDH).

Tra i tanti volti noti che hanno lasciato il partito negli ultimi mesi vi sono lo stesso Mikulas Dzurinda, il suo braccio destro, due volte alle Finanze, Ivan Miklos, l’ex ministro della Giustizia Lucia Zitnanska, e altri. Alcuni sono entrati in altre formazioni politiche, mentre altri sono nel gruppo misto indipendente.

Nell’ultimo sondaggi che risale ai primi di dicembre le preferenze per SDKU si sono fermate al 2,1%, la metà di quanto aveva un mese prima, e un settimo dei voti dei tempi d’oro.

Un altro duro colpo è stato ultimamente il fatto che le defezioni hanno portato il gruppo parlamentare di SDKU a perdere il numero di deputati necessari per mantenere in vita un gruppo (8), mettendo una pietra tombale sul nome del partito, che dal mese scorso non ha più un suo gruppo parlamentare, e i suoi deputati appaiono come indipendenti. La stessa sorte subì un anno prima il gruppo dei neoliberali di SaS, anch’esso colpito da una scissione.

(La Redazione)

Foto: campagna elettorale SDKU 2012: I. Miklos, M. Dzurinda e L. Zitnanska

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