Settore auto: danni limitati dalle sanzioni russe alla produzione automobilistica slovacca

Volkswagen Slovakia (foto_VW)

Le sanzioni in corso tra l’Unione europea e la Russia non sembrano essere tra le maggiori preoccupazioni delle tre case automobilistiche che operano in Slovacchia. Volkswagen, Kia e PSA sembrano essersi velocemente adattate sostituendo i mancati ordini di vetture dal mercato russo con nuovi mercati in Occidente, limitando fortemente i danni. Ad esempio la coreana Kia, che a Zilina ha il suo unico impianto europeo, ha visto un aumento dell’export verso l’Europa occidentale e meridionale. Volkswagen ha spedito dalla fabbrica di Bratislava un maggior numero di veicoli elettrici in Europa settentrionale. Lo stesso vale per PSA Peugeot-Citroen, situata vicino a Trnava.

Le paure di un crollo delle vendite con la Russia sotto embargo non si sono realizzate. Almeno non quanto preventivato. Se l’acquisto di auto nuove in Russia è calato di circa il 10% quest’anno, scrive Pravda, la previsione dei costruttori slovacchi è di una possibile diminuzione di vendite globali abbastanza limitata. Dalle circa 987.000 vetture del 2013, la produzione di quest’anno si avvia verso le 960.000 unità.

Il settore è un comparto estremamente strategico per la Slovacchia: le tre case insieme valgono oltre il 40% dell’intera produzione industriale nazionale con una mano d’opera che conta su 200.000 lavoratori tra diretti e indiretti.

(Fonte Pravda)

Foto Volkswagen.sk

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