L’Europa in guerra. Come l’arte ha rappresentato la devastazione di un continente

La mostra di Trieste sulla Prima guerra mondiale letta attraverso le opere dei maggiori artisti italiani ed europei della prima metà del Novecento, si apre con l’attentato di Sarajevo e si chiude con l’assedio della capitale bosniaca

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Si è aperta domenica a Trieste, al Magazzeno delle idee in corso Cavour 2, la grande mostra “L’Europa in guerra. Tracce del secolo breve“. Curata da Piero Del Giudice, la mostra mette in scena e indaga – attraverso 300 opere d’arte dei maggiori artisti italiani ed europei della prima metà del secolo scorso – le cause, le ragioni e le conseguenze della Prima guerra mondiale.

Non solo per efficacia simbolica, la mostra si apre con l’attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914 e si chiude con l’assedio di Sarajevo 1992-1996 che fa da cerniera al secolo. In mostra le opere di artisti attivi durante l’assedio della capitale bosniaca (Edo Numankadić, Mehmed Zaimović, Halil Tikveša). In mostra anche una sezione per la Serbia, il primo paese attaccato il 28 luglio 1914 dall’esercito austro-ungarico.

Non esiste nel Novecento italiano, nei suoi primi due ventenni, negli anni coevi la Grande guerra, un’arte legata alla rappresentazione della guerra stessa. Eppure, la Grande guerra è il centro sconvolgente del secolo, lo sturm che spazza via generazioni di giovani, scardina assetti sociali, induce il crollo di quattro imperi, apre a due grandi rivoluzioni sociali.

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Immagine: Mario Sironi, Soldati (1916)

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