Mikuláš − L’angolo di Michaela

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La festa di San Nicola (Mikuláš) che cade oggi 6 dicembre ve la voglio far descrivere direttamente da Alžbeta, la protagonista undicenne del mio romanzo Dal diario di una piccola comunista (Besa Editrice, 2013). Troverete un fresco ritratto di questa festività, com’era vista e vissuta dai bambini in Slovacchia, negli anni Ottanta.

Mikuláš

pg.214-219 (estratto)

 

Dal diario

Sabato, 6 dicembre 1986

Opera buona: ieri sera ho lucidato i miei stivali e anche quelli degli altri. Sperando che Mikuláš apprezzi.

Stamani è arrivato Mikuláš, puntuale come ogni anno. Quante cose buone ha portato! Mi sono già mangiata due mandarini e una manciata di arachidi. I cioccolatini me li gusterò più tardi…

[…]

Mikuláš ha già lasciato i suoi doni (M.Sebokova)

Mikuláš ha già lasciato i suoi doni (M.Sebokova)

Il 6 dicembre c’era una festa che noi bambini adoravamo, quella di Mikuláš (San Nicola), che ci portava i suoi gustosi regali. Quell’anno sarebbe stata anche più bella del solito, perché cadeva di sabato, perciò ci sarebbe stato un sacco di tempo per “analizzare” i regali e decidere quale mangiarsi per primo. Per ricevere i doni di questo santo vescovo, che si aggirava nella fredda notte e premiava i bravi bambini con delle prelibatezze (chissà come doveva essere stanco, erano secoli che lo faceva), era indispensabile pulire e lucidare gli stivali e metterli sul davanzale di una finestra. Le nostre calzature, però, erano ben allineate in camera, sotto la finestra, poiché il davanzale era troppo stretto; per fortuna, sembrava che questo non creasse particolari problemi al vecchio vescovo: la mattina, miracolosamente, in ogni gambale c’era un sacchetto chiuso, riempito di mandarini, arachidi e dolcetti vari. Chissà come, Mikuláš sapeva sempre quali cioccolatini preferivo io e quali Elena. Qualche volta, quando il vescovo – un po’ dispettoso – aveva giudicato che durante l’anno fossimo state particolarmente disobbedienti, nel sacchetto c’era anche una patata o una cipolla. Ma generalmente ci trattava bene e ci portava solo cose buone, che io e mia sorella provvedevamo subito a passare in rassegna: la frutta andava mangiata nell’arco di pochi giorni, ma i dolciumi li razionavamo, per arrivare fino a Natale.

[…] (Mikuláš) era sempre un uomo barbuto, con i capelli bianchi e il naso rubicondo, che indossava un mantello rosso ornato di pelliccia bianca e il capello alto da vescovo, con sopra il disegno della croce. Talvolta si faceva portare da una carrozza, ma quando c’era la neve arrivava con la slitta, anch’essa trainata dai cavalli.

 Mikuláš o meglio Dedo Mráz all´asilo nei primi anni '80 (M.Sebokova Vannini)

Mikuláš o meglio Dedo Mráz all´asilo nei primi anni ’80 (M.Sebokova Vannini)

[…] Una volta sola, quando ero ancora piccolissima, Mikuláš venne direttamente a casa nostra, accompagnato da un angioletto e da un diavoletto. Mi ricordo che era già buio, quando suonarono alla porta. Gli aprì mamma, li fece accomodare in sala e chiamò Elena e me.

Mikuláš era molto corpulento e si sedette subito, con un sospiro di sollievo, sulla sedia offertagli. L’angioletto era vestito di azzurro e aveva una faccina simpatica e sorridente, mentre il diavoletto era tutto nero, con il viso sporco, e aveva nelle mani una catena che scuoteva di continuo. Mikuláš ci chiese di cantargli una canzoncina o di recitargli qualche poesia, ma non c’era verso: eravamo tutte e due pietrificate, impreparate a questa presenza importante. Il diavoletto ci minacciava di portarci via, mentre l’angioletto gli diceva di smetterla e di lasciarci stare. Provavamo uno stupore surreale e la paura ci teneva nella sua presa. Allora Mikuláš, dispiaciuto per la nostra mancata reazione, domandò se almeno fossimo state brave, al che riuscì a ottenere il nostro debole cenno di consenso e decise di darci lo stesso i regali. Dopo che il gruppetto se ne fu andato, rimanemmo per un po’ ferme nello stesso posto, intimidite e incredule. Alla fine mamma ci spronò ad aprire i nostri pacchetti e ci consolammo con i dolci e i mandarini che trovammo all’interno.

Solo tanti anni dopo mamma ci svelò che il Mikuláš di quella volta era nostro zio Imre, del tutto irriconoscibile, accompagnato da due sue colleghe. A ogni modo, siccome la scena ci aveva messo proprio paura, i nostri genitori decisero di non ripeterla mai più e Mikuláš cominciò ad arrivare esclusivamente di notte, posando silenziosamente i suoi pacchetti dentro i nostri stivali e andandosene via subito.

[…] A me la storia di Mikuláš era sempre piaciuta. Si narrava che fosse un vescovo, nato da una famiglia ricca, vissuto nel III secolo d.C. in Turchia. Era conosciuto per la sua intelligenza e generosità; sembrava, infatti, che avesse usato tutto il suo patrimonio per aiutare i bisognosi.

La leggenda riferisce anche che ci fosse un uomo povero che aveva tre giovani figlie, ma non possedendo nessuna dote per loro e non riuscendo più a sfamarle, aveva deciso di venderle come schiave. Quando lo seppe, il vescovo Nicola preparò tre pacchetti con delle monete d’oro e, ogni notte, dalla finestra ne buttò uno dentro la camera delle fanciulle dormienti. L’ultima notte il povero padre si svegliò, riuscì a intravedere il misterioso donatore e lo inseguì; quando lo raggiunse, lo riconobbe e lo ringraziò tanto: con le monete ricevute in dono, le figlie avevano ora una bella dote e avrebbero potuto sposarsi. Da questo episodio era fatta risalire la tradizione dei pacchi che portava di notte ai bambini.

(FINE ESTRATTO)

Illustrazione: Josef Capek, (c). Utilizza con il permesso dell’Editore slovacco Eastbone Books

Illustrazione: Josef Capek, (c). **

Sull’immagine sopra  vedete i protagonisti di un altro libro, un bestseller cecoslovacco: sono  il cagnolino e la gattina travestiti da Mikuláš e da angelo (sull’illustrazione insieme a due bambini anche loro travestiti), dal “I racconti sul cagnolino e la gattina di Josef Čapek” (Povídání o pejskovi a kočičce in originale boemo, Rozprávky o psíčkovi a mačičke in slovacco). La prima traduzione in italiano, a cura di Michaela Sebokova Vannini, in prossima uscita con Poldi Libri.

(Michaela Sebokova Vannini – vedi il suo sito Cucinare Scrivendo)

** Illustrazione dal libro “Rozpravky o psickovi a macicke” di Josef Capek, pubblicato in slovacco da Eastone Books. Copyright (c) Josef Capek. Utilizzo con il permesso dell’Editore.

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