Delocalizzare. Sì, ma al contrario. La multinazionale Danfoss dalla Slovacchia a Bologna

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Un caso inusuale, ma non unico. Una multinazionale, la danese Danfoss, 23mila addetti e un fatturato di 4 miliardi e mezzo di euro, che rilocalizza la sua produzione slovacca in provincia di Bologna. In un nuovo stabilimento in affitto a Castel San Pietro il colosso danese porta con la controllata Turolla, produttore leader  di pompe e motori oleodinamici, investendo 5 milioni di euro. Qui si andranno a concentrare attività europee prima svolte a Považská Bystrica, in Slovacchia, dopo una non facile lotta con Copenhagen per i pregiudizi che esistono – certo, non solo in Danimarca – contro le mille difficoltà di un investimento in Italia. Ma i calcoli e budget dettagliati dell’azienda italiana hanno convinto il direttivo della multinazionale, invertendo le paure della chiusura di una fabbrica italiana a favore di quella slovacca.

Sono previsti 100 dipendenti entro marzo 2015, trasferiti da un altro impianto nelle vicinanze, e il trasferimento qui della sede europea di Turolla. A vincere la sfida, nonostante in Slovacchia il costo del lavoro sia inferiore fino al 50%, sono state il personale qualificato e una vasta rete di fornitori di qualità difficilmente sostituibile. Il tutto in sei mesi appena. Si direbbe un vero miracolo.

(Fonte Repubblica Bologna, Radio Città del Capo)

Grafica: Buongiorno Slovacchia

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