A Bratislava incontro con l’autore del film d’arte The Lack, concentrato di poesia e silenzi

L’altro ieri, in occasione dell’apertura del MittelCinemaFest 2014, Nicolò Massazza ha presentato a Bratislava al Kino Mladost il suo The Lack, evidenziando come nel film abbia un ruolo preponderante, oltre alle 4 protagoniste femminili, la natura. Una natura aspra e dirompente. Massazza ha rassicurato il pubblico che non avrebbero visto né scene di sesso né di violenza. In realtà, voleva ironizzare sulla bassa qualità di un certo cinema contemporaneo.

Al termine della proiezione, durante la quale eravamo come rapiti e stupiti di fronte a tanta poesia, vari spettatori hanno sollevato numerosi quesiti. Uno ha rilevato le assonanze con Michelangelo Antonioni, soprattutto per quanto riguarda l’importanza dei ruoli femminili. Nicolò Massazza, che aveva già sottolineato che una storia del film, che ne comprende quattro, è un omaggio a “L’Avventura” di Antonioni, girato nell’isola siciliana di Lisca Bianca, a seguito del commento dello spettatore ha svelato che il riflettore utilizzato per le riprese di questa storia è davvero lo stesso riflettore della produzione del film di Antonioni.

The Lack è un film bello e poetico come ce ne sono pochi sul grande schermo. Il film risponde a bisogni che probabilmente abitano in ciascun di noi; traduce infatti un bisogno di bellezza, quella fatta di silenzi e non di scene urlate; di semplicità, così presente in quei paesaggi islandesi ritratti nel film; e di poesia, in un mondo in cui ormai la violenza è ovunque, anche nelle relazioni umane. Bene ha fatto la produttrice del film Beatrice Bulgari a credere nel duo MASBEDO.

In occasione della presenza a Bratislava di Nicolò Massazza abbiamo approfittato per fare qualche domanda al duo di video-artisti, che oltre a Massazza (nato a Milano nel 1973) è composto da Iacopo Bedogni (Sarzana, 1970).

D: Sappiamo che la sceneggiatura è stata scritta a 8 mani con Beatrice Bulgari e Mitra Divshali. Ci potete parlare più diffusamente della genesi del film?

Masbedo: Il film è nato dopo diversi incontri ed è stato fino all’ultimo giorno un dialogo continuo, fertile. Possiamo affermare che la sceneggiatura è terminata nell’ultimo giorno di montaggio. Abbiamo cercato di scrivere queste storie a metà strada tra una narrativa visiva dominante e una più letteraria, le abbiamo cucite in una lenta espansione… Tutte le storie sono legate ad un vissuto di mancanza e alla totale sparizione della figura maschile. Non è stato poi così complicato. In fondo , questo film è nato da una precisa pre-visualizzazione delle immagini.

D: Perché avete scelto il tema della “mancanza” nell’universo femminile?

Masbedo: Perché ognuno di noi è abitato dal buco della mancanza. È la “mancanza ad essere” a svelare il nostro reale, è questa mancanza che ci dice chi siamo, qual è il nostro desiderio, qual è la strada necessaria. La femminilità in fondo ci sembra l’unico strumento possibile per poter indagare con forza tra i bordi di questo buco. Vorremmo precisare che si tratta di una femminilità che si trova in ogni uomo e in ogni donna; è lo strumento poetico che fa resistenza al vuoto, all’ego dilatato, alla vanità che al contrario ritroviamo nelle zone d’ombra maschili.

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D: Il film è stato presentato in anteprima mondiale nell’ambito delle giornate degli autori al Festival di Venezia, pensate che ciò apra un fronte nuovo per i “film d’arte” nel più importante Festival del Cinema in Italia e uno dei più importanti nel mondo? Nell’ambito del focus sull’arte contemporanea di questi ultimi mesi, anche l’ultimo film della rassegna sarà un film d’arte girato da Luca Trevisani, Glaucocamaleo. Cosa pensate dell’integrazione tra cinema e arte?

Masbedo: Noi ce lo auguriamo. Oggi più che mai è necessario creare una nuova frontiera dell’arte visiva, è fondamentale creare un nuovo spettatore, più aperto, più attento, più dinamico. Purtroppo però il nostro ambiente è ancora molto spaventato quindi è difficile integrare la sperimentazione visiva con i lati più tradizionali del cinema, che impongono un meccanismo conservatore fatto di promozione, distribuzione, botteghino… Cinema e arte sono come due amanti che si avvicinano ma che ancora non riescono a fondersi con fiducia l’uno nell’altro. Noi è da quindici anni che lottiamo per imporre questa utopica apertura, questo “imbastardirsi” delle discipline artistiche… The Lack lo dimostra, cerca di riproporre l’effervescenza del cinema d’immagini e impone allo spettatore un lavoro in più, un secondo montaggio soggettivo che si nasconde nell’elaborazione dei simboli del film.

D: Cosa sapete del Mittel Cinema Fest? Perché avete accettato di venire a Bratislava? Cosa vi ha incuriosito?

Masbedo: In verità abbiamo un profondo amore per le città dell’Est. Diciamo che ci spinge una sana curiosità e poi viaggiare è da sempre un modo per allenare la retina alla novità, al diverso, alla bellezza, è un modo per ritrovare la storia.

D: Com’è lavorare in tandem? Andate d’accordo?

Masbedo: Ovviamente sì. Un progetto come il nostro dà senso alla vita di ognuno di noi due è nel bene o nel male come un figlio. Ogni tanto ci piace fermarci per riguardare indietro tutta la strada fatta fino ad oggi. È un modo per ritrovare forza e respiro per il futuro. Siamo una coppia artistica, siamo amici e seppur diversi in qualche aspetto caratteriale c’è la giusta energia, MASBEDO è integrazione!!

(Antonia Grande, IIC Bratislava)

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