Slovenské elektrárne: governo slovacco stranamente silente sul suo interesse all’acquisto

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Il Ministero dell’Economia slovacco non ha ancora sciolto il nodo sulla volontà o meno del governo di acquisire la maggioranza nella società elettrica Slovenské elektrárne (SE), acquistando tutto o in parte il pacchetto azionario del 66% della società in mano al gruppo italiano Enel.

Il ministero ha fatto sapere che in questi mesi «ci siamo concentrati sulle trattative con Enel per quanto riguarda il completamento delle unità 3 e 4 alla centrale nucleare di Mochovce», una questione, si dice in una nota, dove «era importante negoziare i termini e la messa a punto di certi meccanismi di controllo». La “questione Mochovce” è stata regolata pochi giorni fa con l’approvazione di un nuovo aumento del budget per il completamento della centrale di 830 milioni di euro, portando il costo totale del progetto di due nuovi reattori a ben oltre 4,8 miliardi di euro.

Nel corso dell’autunno il Ministro dell’Economia ha affermato più volte della volontà del governo di prendere il comando della società, che è il maggior produttore di energia in Slovacchia e ha in mano la gestione delle due centrali nucleari attive nel paese. Si tratta dunque di un’azienda altamente strategica per le politiche energetiche e non solo della Slovacchia. Ma le parole del Ministro Pavlis, quando ha ad esempio citato il possibile utilizzo del ricavo della vendita dell’operatore di telecomunicazioni Slovak Telekom per acquistare le quote di SE, sono state smentite da quelle del suo collega alle Finanze Peter Kazimir. Quel ricavo, ha detto Kazimir, una somma presunta di circa un miliardo di euro, è già destinato a sostenere il pacchetto di misure per il consolidamento delle finanze pubbliche, e non può essere usato per un’altra operazione. Il Ministero dell’Economia aveva anche informato della preparazione di un’analisi per il Consiglio dei ministri dove sarebbero stati indicati i pro e i contro dell’acquisto da parte dello Stato di una quota della società, relazione di cui ad oggi non si sa nulla.

Enel è in attesa, tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo (un termine dilazionato rispetto ai primi proclami dell’estate scorsa) delle offerte non vincolanti di potenziali investitori per la quota del 66% in Slovenské elektrárne. Non è chiaro quante offerte Enel abbia già ricevuto, ma poche settimane fa ha ammesso di avere in mano tre offerte, tra cui quelle del gruppo ceco CEZ e dell’ungherese MOL (che controlla la petrolifera slovacca Slovnaft) insieme alla petrolchimica magiara MVM Group.

Enel ha deciso di vendere le proprietà in Slovacchia allo scopo di ridurre il suo debito complessivo di gruppo di una somma di oltre 4 miliardi di euro. In un primo momento la scadenza per le vendite delle controllate in Slovacchia e Romania, dove intendeva uscire dai rispettivi mercati, era stata fissata entro fine 2015. Nel frattempo, il gruppo italiano ha fatto altre dismissioni (in Spagna) e ha spostato le cessioni slovacca e rumena nei prossimi mesi, dilazionando il taglio del debito di gruppo.

(La Redazione)

Foto Dean Calma / IAEA  CC-BY-NC-ND

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