TTIP, viceministro Calenda: gli Ogm non entreranno in UE, nuove barriere entro il 2014

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Sul TTIP ci sono “alcune paure giuste, altre mitologiche. È un accordo che può avere complessità e pericoli, ma bisogna capire quali sono reali e quali no”. Il viceministro italiano allo Sviluppo economico Carlo Calenda, in commissione Agricoltura alla Camera, è intervenuto la scorsa settimana sulla questione del TTIP, il Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti, cioè l’accordo commerciale e per gli investimenti in fase di negoziato tra Europa e Stati Uniti.

Il viceministro ha sottolineato che «il trattato non cambierà il principio cardine dell’Ue, cioè il principio di precauzione» per il quale «il pollo alla clorina, la carne agli ormoni e gli Ogm non entrano in Europa. Un principio che ci divide dagli americani, perché loro si basano sul principio di evidenza scientifica, che di fatto è un’inversione dell’onere della prova. Negli Stati Uniti per non autorizzare un prodotto bisogna dimostrare che quel prodotto è nocivo; in Europa per autorizzare un prodotto bisogna dimostrare che quel prodotto non è nocivo. E questo è un elemento sostanziale – ha evidenziato Calenda – perché comporta il fatto che in caso di dubbio, nel caso in cui l’evidenza scientifica non sia conclusiva, la Commissione e le competenti autorità europee possono vietare l’ingresso di un prodotto».

Inoltre, la normativa sugli Ogm è in corso di innovazione: «A giugno c’è stata una risoluzione del Consiglio che di fatto comincia a spostare la competenza sul piano nazionale: un’ulteriore barriera, un ulteriore filtro di guardia – ha detto ancora il viceministro – per l’ingresso dei prodotti Ogm e questo processo andrà a completarsi entro la fine dell’anno». «Il mandato non è una linea guida, è totalmente vincolante, per approvarlo ci sono volute 18 ore di Consiglio europeo, viene approvato all’unanimità», ha detto ancora Calenda aggiungendo che con l’accordo in ballo ci sono «da una parte i dazi e dall’altra le barriere non tariffarie».

L’obiettivo dell’accordo è arrivare a un abbattimento totale delle tariffe, ma «è plausibile che proprio nel settore agricolo se ne mantengano alcune e che, dunque, mentre sulla parte industriale ci sarà un abbattimento quasi totale sulle tariffe, sulla parte agricola rimarranno alcune barriere». Si tratta, precisa il viceministro allo Sviluppo economico, di «un’indicazione che deriva da primi sette round negoziali, ma assolutamente non conclusiva, perché questo fa parte della potestà della Commissione di negoziare e discutere». E la questione delle barriere e dei dazi è sicuramente una questione fondamentale, secondo Calenda, perché sui prodotti agricoli e agroindustriali arrivano «anche a cifre altissime, con una media del 10%. Le barriere non tariffarie, però, arrivano a pesare fino al 40% in media, sono enormi».

«Le nostre esportazioni verso gli Stati Uniti sono pari a 3 miliardi di euro circa – ha sottolineato Calenda – con una crescita costante e ancora più costante nel futuro, abbiamo l’esigenza come governo e come Parlamento di dare più sbocchi possibili ai nostri prodotti». E dato che nel settore agricolo «le barriere tariffarie e non tariffarie sono quelle che colpiscono di più, abbiamo bisogno dei trattati internazionali, altrimenti i nostri prodotti non avranno accesso».

Il viceministro è tornato anche sulla questione dell’Italian sounding: «Non c’è alcuna possibilità di impedire a un produttore americano di chiamare un prodotto con un nome italiano – ha spiegato Calenda –. Una cosa è l’informazione verso il consumatore che punta a ingannarlo sulla provenienza e un’altra cosa è la libertà di chiamare un prodotto in qualunque parte del mondo con un nome in qualunque lingua ci piaccia chiamarlo. È una cosa che non si può normare in alcun modo».

(Fonte NoveColonne ATG)

Foto campact CC-BY-NC

1 comment to TTIP, viceministro Calenda: gli Ogm non entreranno in UE, nuove barriere entro il 2014

  • Fidenato Giorgio

    Ora capisco perché l’Italia va proprio male. Bloccare un OGM perché i proprietari devono darti la dimostrazione che esso non è nocivo, invece di bloccarlo perché si è dimostrato che è nocivo, è la stessa cosa di mettere in galera una persona perché non ti ha dimostrato che non è un assassino, piuttosto che metterlo perché ho dimostrato che è un assassino.

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