Erasmus, si parte per studiare ma poi si finisce per cercare un lavoro all’estero

Secondo AlmaLaurea, nel 2013 il 48 per cento dei laureati ha ammesso di voler intraprendere un percorso professionale oltreconfine. Di questi la stragrande maggioranza (il 74 per cento) aveva già partecipato a un programma europeo. Le storie di Elisa e Ivan.

studente (foto_ppf)

Più conosci il mondo, meno lo temi e più hai voglia di esplorarlo. Se poi in Italia fai fatica a sbarcare il lunario, ancora di più. Non è un caso dunque che chi ha vissuto un’esperienza di studio all’estero, dopo la laurea è più propenso a cercare lavoro in un altro Paese. Così il presente, anche se precario, ti fa sentire ancora il terreno sotto i piedi, il futuro fa meno paura, e non rimandi la carriera a data indefinita. I numeri ne sono la prova. Secondo un’indagine AlmaLaurea, nel 2013 il 48 per cento dei laureati ha ammesso di voler intraprendere un percorso professionale oltreconfine e di questi la stragrande maggioranza (il 74 per cento) aveva già partecipato a un programma europeo. Il più gettonato l’Erasmus. Non solo. Il trend di chi prende e se ne va via dall’Italia per qualche mese durante l’università è in crescita.

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