Toth: la Slovacchia sculacciata dall’UE per il no alla Grecia

Il fatto che i parlamentari abbiano approvato quasi all’unanimità l’ingresso della Slovacchia nel Meccanismo europeo di stabilità finanziaria (EFSF) significa che la Coalizione ha definitivamente ritirato la sua retorica elettorale, ha detto l’analista politico Michal Horsky. «Non c’è nient’altro da fare ora per la Coalizione che rivedere la sua posizione in merito al prestito greco, entro un paio di settimane, forse mesi», ha detto Horsky, aggiungendo che la posizione presuntuosa della Slovacchia contro l’atteggiamento di tutti gli altri Paesi della zona euro è insostenibile. «Hanno solo bisogno di tenere la posizione ancorà un po’, per non perdere credibilità con gli elettori. Ma, al più tardi fra 18 mesi, la Coalizione dovrà muoversi».

Secondo l’analista politico Rastislav Toth, le conseguenze del rifiuto dell’aiuto alla Grecia potrebbero essere molto sgradevoli. «Se i grandi Stati che comunicano con le grandi banche dell’Europa occidentale prendono una decisione, e qualche singolo Paese – tanto più un piccolo Paese – sceglie di fare il duro, poi potrebbe vedersi “sculacciato il sederino”», ha chiosato Toth.

Come Paese, ha aggiunto, la Slovacchia dipende dai fondi europei, ed è in questo settore che le conseguenze potrebbero essere più dolorose. «Non sarà una punizione. Semplicemente d’un tratto non soddisferemo i criteri per l’assegnazione dei fondi». Toth ha sottolineato che le agenzie di rating potrebbero abbassare il rating della Slovacchia un paio di punti come risultato.

Il Parlamento ha deciso l’11 Agosto che la Slovacchia non fornirà alla Grecia il prestito che avrebbe dovuto raggiungere 816 milioni di euro per i prossimi tre anni. Degli 84 deputati presenti, 69 hanno votato contro il prestito, mentre i 62 di Smer-SD non hanno partecipato al voto.

(Fonte TASR)

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