Peter Pellegrini: “Digitale a scuola diritto di tutti”. Intervista al Ministro dell’Istruzione

Peter Pellegrini, Ministro dell’Istruzione e Digital Champion slovacco: «Le nostre scuole dispongono di buoni computer e di didattica digitale in buona quantità. Il tema della connessione alla rete resta però abbastanza critico».

peterpellegrini_(foto_minedu.sk)

Di Emanuele Cerroni, scritto per Key4biz.it – Peter Pellegrini, Ministro dell’Istruzione e Digital Champion Slovacco, ha partecipato all’evento e-skills dove ho avuto piacere di ascoltarlo e poi di intervistarlo. Di formazione economica, con specializzazione in finanza, tecnica bancaria e investimenti, Peter Pellegrini ha ricoperto la carica di vice Ministro per l’Economia dal 2012 al 2014 e ha ricevuto il titolo di Digital Champion. Attualmente è stato nominato Ministro dell’Istruzione ed è Digital Leader della Repubblica Slovacca.

EC. Lei ha assunto l’incarico di Ministro dell’Istruzione ed è contemporaneamente Digital Leader del suo paese. Immagino che una parte rilevante delle sue attività nel Dipartimento si concentri sul campo della digitalizzazione.

Peter Pellegrini. È vero, già in precedenza, come Digital Leader, avevo attivamente partecipato a numerosi progetti implementati dal Ministero che ora dirigo, finalizzati all’introduzione delle nuove tecnologie correlate ai processi di apprendimento. E’ chiaro che continuo e continuerò in tale direzione, con in mente di contribuire al loro ulteriore sviluppo. Oggi vedo con ancora maggior chiarezza le nuove possibilità che scaturiscono da tali applicazioni, e il grande interesse con il quale sia gli studenti sia i docenti sono pronti ad accogliere queste tecnologie. Certamente sono consapevole che il lavoro del Ministro dell’Istruzione  non si limita alla introduzione per legge della digitalizzazione. Il mio compito è anche quello di valorizzare il ruolo dei docenti, di trovare modelli sostenibili attraverso i quali finanziare l’innovazione nella scuola elementare e media oppure quello di individuare soluzioni per i problemi della formazione vocazionale.

EC. Quali sono a suo parere i successi raggiunti nella formazione in Slovacchia, in tema di digitalizzazione?

PP. Successi devo dire sono stati raggiunti in diversi campi e ovviamente si può fare sempre meglio. Prima di tutto, anche grazie ai progetti realizzati tramite fondi strutturali dall’Unione europea, siamo riusciti negli ultimi anni ad equipaggiare le nostre scuole con computer e tablet interattivi e questo ha sicuramente offerto nuove possibilità didattiche ai docenti nella presentazione dei contenuti di insegnamento agli alunni. Attualmente possiamo contare sulla dotazione di un computer ogni 7 alunni nelle scuole elementari: un dato incoraggiante, nel 2004 il rapporto era 1 a 30.

A partire dallo scorso anno le nostre scuole hanno avuto accesso gratuito ad un pacchetto di contenuti formativi digitali denominato Knowledge Planet. Si tratta di contenuti finalizzati allo sviluppo didattico in ambito scientifico: matematica, fisica, chimica, scienze naturali, biologia.

Ulteriori contenuti digitali destinati all’istruzione in generale sono attualmente in via di predisposizione, sempre grazie ai finanziamenti Europei. Il Ministero cura in proprio la pubblicazione di testi e di altri materiali didattici in forma elettronica. Il nostro impegno è intenso anche in progetti di trasformazione dell’Agenda amministrativa delle scuole in forma elettronica: modulistica, statistiche, certificati. Si tratta di un’area nella quale abbiamo proprio di recente lanciato corposi progetti destinati allo sviluppo e al miglioramento del sistema informativo. Questi sforzi sono destinati a semplificare in maniera significativa il lavoro delle scuole in ambito statistico e informativo in generale, mentre contribuiranno a restituire al Ministero dati utili ed esatti circa l’intero sistema.

EC. La digitalizzazione nell’Istruzione rappresenta un’enorme sfida per tutti gli stati dell’Unione Europea. Esiste un piano predisposto per portare questo progetto sempre più avanti in Slovacchia?

PP. Il governo della Repubblica Slovacca ha recentemente approvato un documento dal titolo “Il Concetto di informatizzazione e digitalizzazione nel dipartimento dell’Istruzione, nella prospettiva del 2020”, che descrive il contesto di riferimento, priorità ed obiettivi di un intervento e rappresenta la struttura di base attraverso la quale il nostro Paese potrà entrare  in campo in maniera decisa nell’utilizzo dell’ICT, nell’ambito dell’Agenda del Ministero per l’Istruzione.

La digitalizzazione e l’informatizzazione sono basati su di una serie di pilastri strettamente connessi gli uni agli altri. La chiave consiste nella selezione corretta del mix degli investimenti da realizzare nelle infrastrutture, nelle tecnologie avanzate a supporto dell’insegnamento, nei contenuti digitali, nel sostegno all’acquisizione di adeguate abilità digitali, da parte di docenti e discenti, nonché nell’implementazione di quei servizi elettronici a disposizione del dipartimento istruzione, a livello centrale e regionale.

EC. Lei ha fatto riferimento al fatto di aver continuato, dopo aver preso in carica il Ministero, a portare avanti progetti e attività precedentemente avviate: quali di questi lei ritiene i più significativi?

PP. Io considero il progetto nazionale, co-finanziato dalla Unione Europea con fondi strutturali, denominato “Digitalizzazione del Sistema di Istruzione in Ambito Regionale – Digischool” come il più importante. Nell’ambito di questo progetto, le scuole, a partire dalle scuole della prima infanzia fino alle medie superiori, hanno potuto contare su apparecchiature moderne digitali, inclusi quasi 6.000 terminali interattivi e più di 20.000 tablet-touch, a disposizione di insegnanti e allievi. Le tecnologie ora a disposizione dell’insegnamento generalizzato, e i contenuti digitali attualmente disponibili, hanno modificato in maniera tangibile il processo di insegnamento nonché l’apprendimento, e stanno preparando i nostri allievi ad affrontare le nuove sfide con strumenti appropriati. Già oggi è fantastico osservare quanto diffusa sia tra i nostri insegnanti l’applicazione delle nuove tecnologie didattiche.

Ho un obiettivo: che ogni allievo, qualsiasi sia la sua regione o il suo background sociale possa accedere – comunque – ad un livello adeguato di abilità informatiche. Poiché di certo, in assenza di ciò, sarà difficile se non impossibile per i nostri ragazzi, trovare un’occupazione.

Già oggi abbiamo il paradosso di un’alta percentuale di non-occupazione tra i giovani della Unione Europea, e nel contempo ci sono numerose posizioni libere nel settore dell’ICT. Il livello di competenze richieste per questo tipo di forza lavoro sarà sempre più alto. Tutti noi dobbiamo adattarci a questa situazione. In Slovacchia, ad esempio, abbiamo introdotto Borse di Studio motivazionali per quegli studenti universitari che decidono di studiare informatica accanto ai corsi tradizionalmente richiesti nei rispettivi corsi di laurea,  ad esempio, in ambito tecnico o scientifico.

EC. Certo una cosa è fornire le apparecchiature altra cosa è poterne realmente disporre nella didattica. Le moderne tecnologie richiedono la connessione a Internet.  Qual è la situazione delle scuole slovacche da questo punto di vista?

PP. Considero il tema di connessioni sicure e veloci ad Internet per le scuole, molto importante. È vero che le nostre scuole dispongono di buoni computer e di contenuti didattici digitali in buona quantità. Tuttavia, il tema della connessione alla rete è abbastanza critico. Tecnologie antiquate e lente sono il caso prevalente, e ciò non permette alle scuole di utilizzare appieno hardware e software. Spesso durante le lezioni non tutti gli allievi possono utilizzare la connessione, per il fatto che il download rallenterebbe i sistemi a tal punto da rendere impossibile lavorare sui contenuti digitali.

Per questo, in settembre, abbiamo avviato una cooperazione con l’Agenzia Nazionale per la Rete e  i servizi elettronici. Con l’Agenzia prepareremo un progetto pilota destinato a testare un nuovo tipo di connessione Internet, sicura, veloce e affidabile. Questo concept sarà la base per l’introduzione di sistemi Wi-Fi altamente performanti nelle scuole, per permettere a studenti e insegnanti di utilizzare i loro propri apparati, siano essi tablet o notebook. Se il progetto pilota avrà successo, allora potremo fornire questo tipo di connessione ad ogni livello di scuola, dalla materna alle superiori, utilizzando fonti da fondi dell’Unione Europea.

EC. E gli insegnanti, secondo lei sono pronti nel suo Paese, ad accettare questo significativo e veloce cambiamento?

PP. Se pensiamo alla struttura e soprattutto all’età dei nostri docenti, che sono persone tra i 40 e i 50 anni, siamo consapevoli che moltissima attenzione va data in primis alla loro formazione. Pertanto non ci occuperemo di questo tema solo nel progetto pilota appena menzionato ma attraverso specifici progetti nazionali supportati da fondi europei. Questo richiederà progetti formativi per gli insegnanti in tutto il Paese. È vero, c’è molto da fare in questo campo, poiché nuove opportunità implicano nuovi metodi e competenze. Tuttavia, solo formando i docenti potremo stabilire adeguati obiettivi. E ciò farà bene non solo allo sviluppo del sistema d’istruzione, ma anche allo sviluppo futuro della Repubblica Slovacca.

(Emanuele Cerroni, via Key4biz.it)

Foto Ministero dell’Istruzione della Rep.Slovacca – minedu.sk

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