Due giorni e tre notti per cercare di rovesciare il governo, invano

Robert Fico (foto_vlada-sk)

La mozione di sfiducia al governo di Robert Fico ha ottenuto 53 voti favorevoli su 133 presenti, mentre si sono assestati a 79 i voti contrari, oltre a un’astensione. Il tentativo dell’opposizione di rovesciare il governo si è così concluso in un totale fallimento.

Il voto a Bratislava è seguito a 49 ore di dibattito accesissimo: la sessione parlamentare straordinaria ha avuto inizio sabato 8 novembre alle 18.30 e si è protratta ininterrottamente per tutto il weekend concludendosi soltanto lunedì 10 novembre a sera inoltrata.

Per due giorni e tre notti l’opposizione ha accusato il premier Fico di aver instaurato all’interno del paese un sistema che va a favorire corruzione e clientelismo. Il pretesto per tali accuse è stato offerto dall’ultimo scandalo insorto nel settore sanitario, il cosiddetto caso Piestany, quando poche settimane fa il capo del Parlamento Pavol Paška venne accusato di aver ricevuto delle mazzette dalla Medical Group SK per l’acquisto di apparecchiature TAC a prezzi esorbitanti (tutto a discapito dei contribuenti). A farne le spese, però, fu la ministro della sanità Zuzana Zvolenská che il 3 novembre venne costretta alle dimissioni.

Ma la testa della Zvolenská non è bastata. L’opposizione ha infatti deciso di andare fino in fondo e ha puntato il dito contro tutto il governo Fico o, meglio, contro il sistema Fico. Ed è dunque così che inevitabilmente si arriva a fissare la sessione straordinaria in cui sfiduciare il governo in carica – il terzo tentativo dal 2012 – con il leader di Olano Igor Matovič che alla Camera fa un duro discorso in cui definisce il caso Piestany “saccheggio spudorato delle finanze pubbliche”.

Anche il premier Robert Fico non ha usato mezzi termini nella sua replica. Ha infatti criticato le controparti di aver avviato una campagna diffamatoria in vista delle incombenti elezioni comunali, fissate per il 15 di novembre.

Tre notti, tre tentativi

Dalla sua nascita nel 2012, il governo dei socialdemocratici si è tirato contro tre tentativi di sfiducia. Il primo risale all’autunno 2013 quando il governo rese noto di voler acquistare il 49% delle azioni della società del gas SPP, portando così lo stato a controllare il 100% dell’azienda. Un’operazione, questa, che oltre che pesare sui contribuenti veniva considerata tutta a vantaggio dei gruppi finanziari privati.

Il secondo tentativo di sfiducia risale solo al febbraio 2014, e si legava allo scandalo della vendita di quote di emissione di CO2 risalente al 2008, vale a dire durante il primo governo Fico (2006-2010).

Allora come oggi, i vani tentativi di rovesciare il partito Smer si sono  tirati addosso aspre critiche. Il partito socialdemocratico al governo gode infatti di una larga maggioranza, con 83 rappresentanti su 150 seggi totali. Ciò significa che vedere approvata una mozione di sfiducia – almeno durante l’attuale legislatura – è altamente improbabile.

(Alessandro Benegiamo, EastJournal.net)

Foto: Robert Fico (vlada.sk)

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