Ministro russo minaccia: europei al freddo quest’inverno

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Un accordo di massima sul gas è stato siglato a Berlino tra Russia e Ucraina, con l’UE a fare da pacificatore, dove Mosca ha promesso di riaprire i rubinetti a Kiev dopo quattro mesi di stop – era da giugno che l’Ucraina era “a secco”. Kiev da parte sua ha promesso il pagamento di 3,1 miliardi di dollari di arretrati entro fine anno.

Nel frattempo, però, è emersa una minaccia fatta ai paesi UE che hanno attivato il reverse-flow di gas naturale per rifornire l’Ucraina nei medi scorsi. Il Ministro russo per l’Energia Novak, in un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt, ha formulato l’invito ai paesi europei a interrompere le riesportazioni di gas russo che, dice, nei contratti di fornitura del colosso Gazprom sono espressamente vietate.

Per chi continuasse in tale intento, il ministro ha preavvisato un possibile blocco delle forniture. L’Ungheria si è prontamente adeguata, fermando già nei giorni scorsi il flusso inverso di gas che aveva aperto questa primavera, adducendo scuse tecniche, mentre ancora non si sono pronunciate la Polonia e la Slovacchia. Bratislava aveva aperto il reverse-flow verso Kiev con una nuova struttura di pompaggio al confine slovacco-ucraino inaugurata in pompa magna dai primi ministri dei due paesi appena 30 giorni fa.

(La Redazione)

Foto Thawt Hawthje

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