Un Pianeta non ci basta più, dovremmo cercarne un altro?

Secondo il Living Planet Report, pubblicato oggi da Global Footprint Network, WWF e Zoological Society of London, «la domanda dell’umanità sul pianeta è di oltre il 50% più grande di ciò che la natura può rinnovare, mette a repentaglio il benessere degli esseri umani così come le popolazioni di mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci». Mathis Wackernagel, presidente e co-fondatore di Global Footprint Network, ha detto che «non è un caso che la nostra impronta ecologica sia cresciuta, mentre la biodiversità è precipitata. L’Overshoot è una pressione di base sulla biodiversità e il WWF è l’organizzazione leader della conservazione nel riconoscere e affrontare questo link. L’umanità deve imparare a vivere all’interno del bilancio della natura, non solo per il nostro benessere e la capacità di recupero, ma anche per il benessere di innumerevoli altre specie del nostro pianeta». Wackernagel osserva: «Quasi tre quarti della popolazione mondiale vive in Paesi sia con deficit ecologici che a basso reddito. I crescenti vincoli ecologici richiedono che ci concentriamo su come migliorare il benessere umano con un mezzo diverso dalla pura espansione». E il rapporto indica che scollegare il consumo di risorse e natura  dallo sviluppo «è fondamentale per il successo dell’umanità».

Secondo il WWF, «in un mondo sempre più instabile socialmente e politicamente, il nostro deficit ecologico non fa che aumentare costantemente, conducendo l’umanità pericolosamente ai limiti del suo spazio vitale.

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Foto katerha@flickr

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